Outlook 2022

Allianz Global Investors: la pandemia volge al termine, ma i mercati non festeggiano

Dal punto di vista finanziario una potenziale attenuazione del Covid-19 non significa necessariamente anche l’inizio della fine dell’inflazione che è il tema più rilevante per gli investitori in questo momento

di Annalisa Lospinuso 7 Febbraio 2022 12:03
financialounge -  Allianz Global Investors azioni Covid-19 materie prime obbligazioni pandemia valute
financialounge -  Allianz Global Investors azioni Covid-19 materie prime obbligazioni pandemia valute

L’inizio del 2022 è stato contrastato, il perdurare della pandemia ha sconfortato i più ottimisti. In particolare, sottolinea Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist Global Economics & Strategy di Allianz Global Investors, una notizia è passata inosservata: i modelli previsionali su Covid-19 dell’Università di Washington, indicano che in molti Paesi nei mesi di febbraio e marzo si verificherà una flessione consistente e quasi improvvisa dei contagi. Per questo motivo l’Outlook 2022 di AllianzGi si intitola “Che sia l’inizio della fine della pandemia?”.

LA PANDEMIA VA VERSO LA FINE


La potenza infettiva di Omicron fa ipotizzare di poter contare su una forte immunizzazione della popolazione, inoltre i progressi in campo scientifico consentono un adeguamento sempre più rapido dei vaccini alle mutazioni. I farmaci innovativi ed efficaci riducono il rischio di morte in caso di infezione grave.

OCCHIO ALL'INFLAZIONE


Dal punto di vista finanziario, però, una potenziale attenuazione della pandemia non significa necessariamente anche l’inizio della fine dell’inflazione. Almeno non dappertutto e non nell’immediato. “Sebbene dalle filiere globali giungano i primi segnali di distensione – scrive nell’Outlook Stefan Rondorf - il processo di normalizzazione potrebbe richiedere alcuni trimestri. Inoltre, bisogna considerare che i prezzi delle merci sono influenzati soprattutto dalla flessione dei costi di trasporto e dalla ripresa della produzione. I prezzi dei servizi dipendono maggiormente dal costo del lavoro e data la forte crescita salariale, soprattutto negli Usa, dovrebbero mantenersi alti malgrado il rientro sul mercato di numerosi lavoratori. Dovrebbe trovare conferma solo il calo dei tassi di crescita percentuali annui dei prezzi dell’energia”.

VIA LE RESTRIZIONI


Le riduzioni delle restrizioni per la pandemia porterebbero a un netto incremento della domanda in aree quali viaggi, eventi e tempo libero. Tuttavia, non è possibile recuperare completamente le attività rimandate (come viaggi e vacanze), per cui l’impatto della domanda repressa dei consumatori sarebbe solo parziale. D’altro canto, la domanda di beni di consumo come mobili e prodotti per l’arredamento, fa notare Allianz Global Investors, nettamente aumentata durante la pandemia, potrebbe mostrare un graduale rallentamento.

LA POLITICA MONETARIA CAMBIA ROTTA


Per quanto riguarda, invece, la politica monetaria “negli ultimi mesi numerose autorità monetarie, come la Federal Reserve USA – ha aggiunto Stefan Rondorf - hanno intrapreso un percorso volto a contenere l’inflazione. Sebbene in alcuni settori i rincari dei prezzi potrebbero rallentare, è improbabile che le banche centrali per il momento cambino strategia. Dovrebbero anche tenere in minor considerazione i rischi congiunturali di ribasso legati alla pandemia. Di conseguenza, è probabile che la riduzione degli stimoli monetari prosegua”.

UTILI ANCORA BUONI


L’annuncio di un inasprimento della politica monetaria ad una velocità inaspettata da parte della Federal Reserve Usa ha portato a una generale riduzione del rischio all’interno dei portafogli, acuita anche dalla momentanea impennata dei contagi e dalle crescenti tensioni tra Russia e Nato. Sull’azionario Allianz Global Investors crede che l’andamento degli utili resterà di supporto, anche se è prevedibile che non si registreranno più gli elevati tassi di aumento degli ultimi trimestri, ascrivibili agli effetti base.

TASSI E VALUTE


“Per ora ci attendiamo che la Bce non aumenti i tassi di riferimento nel 2022 – si legge nell’Outlook - ma il dibattito su questo tema e sui possibili rialzi nel 2023 probabilmente si intensificherà. Le obbligazioni societarie dovrebbero beneficiare della solidità dell’economia, ma non saranno probabilmente immuni all’aumento dei rendimenti dei titoli governativi (parola chiave: rischio di duration). In base ai nostri modelli di valutazione, l’Usd appare sopravvalutato rispetto a gran parte delle divise dei Paesi avanzati ed emergenti”.
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