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LGIM: auto elettriche in rampa di lancio, ecco come e su cosa investire

LGIM analizza le prospettive di breve e medio termine del mercato dell’auto elettrica indicando segmenti e industrie collegati direttamente e indirettamente in cui l’investitore può selezionare e cogliere opportunità

di Virgilio Chelli 14 Dicembre 2021 07:50
financialounge -  Aanand Venkatramanan auto elettriche ETF LGIM Morning News
financialounge -  Aanand Venkatramanan auto elettriche ETF LGIM Morning News

Ad agosto del 2021 per la prima volta nella storia le immatricolazioni di veicoli elettrici sono state più numerose di quelle dei veicoli diesel e nel 2025 arriveranno anche a costare di meno. Si stima anche che nel 2022, saranno disponibili 500 modelli di e-car sul mercato, grazie anche alla crescita della densità energetica delle batterie, stimata tra il 4% e il 5% annuo. Dal punto di vista dell’investitore, è importante selezionare anche quelle imprese che producono batterie competitive sul mercato e non limitarsi solamente a quelle che le utilizzano o ai fornitori di servizi secondari.

PROSPETTIVE ASSOLUTAMENTE PROMETTENTI


Sono le principali indicazioni dell’analisi di Aanand Venkatramanan, Head of ETF Investment Strategies di Legal & General Investment Management, che vede le auto elettriche “in rampa di lancio” ritenendo che le prospettive per il mercato dell’auto elettrica siano assolutamente promettenti e che gli investitori che vogliono accrescere l’esposizione alle sue opportunità di sviluppo dovrebbero prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti. Secondo i dati riportati da Jato, società di analisi sull’automotive, nella categoria di auto elettriche le cui immatricolazioni in Europa hanno superato quelle del diesel sono incluse le auto puramente elettriche, le plug-in hybrid, le full hybrid e le mild hybrid. Inoltre, è stato stimato da Bloomberg New Energy Finance che i veicoli elettrici nel 2025 arriveranno a costare meno di quelli a combustione interna, mentre nel 2037 li supereranno anche nelle vendite.

IMPORTANTE ALLARGARE LO SGUARDO


Il trend rappresenta un supporto importante nell’abbattimento delle emissioni da combustibili fossili, In un recente report sempre di Bloomberg News Energy Finance si osserva che queste hanno raggiunto il picco nel 2019 e non dovrebbero tornare a salire, stimando inoltre che nel 2022 saranno disponibili sul mercato globale 500 modelli diversi di e-car, grazie al fatto che la densità energetica media delle batterie crescerà tra il 4% e il 5% l’anno e considerando anche che nuove batterie verranno lanciate sul mercato. Una buona notizia per il mercato delle batterie, ma come possono gli investitori trarne vantaggi? Secondo l’esperto di LGIM è importante selezionare anche le imprese che producono batterie competitive e non limitarsi a quelle che le utilizzano o ai fornitori di servizi secondari.

UNA VALUE CHAIN MOLTO ARTICOLATA


La value chain delle auto elettriche, spiega LGIM, è composta da numerosi segmenti, dalla produzione di batterie alle stazioni di ricarica, ai sistemi di guida e alle componenti hardware. Alcuni sono meno disruptive della tecnologia delle batterie, come alcune aziende dell’automotive che dovranno semplicemente modificare i prodotti e riadattarli senza impiegare nuove tecnologie. Ad esempio, i sistemi di infotainment possono essere utilizzati sia nei veicoli elettrici che in quelli a combustione interna. Ad avviso dell’esperto di LGIM è essenziale che gli investitori distinguano i player più importanti da quelli secondari.

LO STRUMENTO OFFERTO DALL’ETF


In conclusione della sua analisi, Aanand Venkatramanan spiega che l’ETF di LGIM lavora con esperti esterni e indipendenti. Nel caso dell’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF, Clean Horizon e Fastmarkets MB, mentre l’indice è stato sviluppato da Solactive AG. In questo modo si riescono a includere imprese promettenti che con i classici metodi di classificazione come il Global Industry Classification Standard non verrebbero selezionate. Inoltre, LGIM valuta costantemente i dati seguendo criteri prestabiliti, come quotazione, volumi di scambi, capitalizzazione minima, che poi vengono trasposti in un set di regole trasparenti, in modo che i titoli scelti siano selezionati su un quadro di riferimento. L’intero comparto conta oltre 125 imprese rilevanti e 31 di queste sono incluse nell’ETF di LGIM.
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