Nuove tecnologie

L’idrogeno verde può rivoluzionare l’energia sostenibile. Ecco perché

Columbia Threadneedle Investments sottolinea che bisogna concentrarsi non solo su nuove tecnologie e abbattimento dei costi, ma su infrastrutture per sostenere la domanda e arrivare al consumo di massa

di Virgilio Chelli 11 Dicembre 2021 10:00
financialounge -  Benjamin Kelly Columbia Threadneedle Investments energia ESG Heiko Schupp idrogeno
financialounge -  Benjamin Kelly Columbia Threadneedle Investments energia ESG Heiko Schupp idrogeno

Gli ultimi 12 mesi hanno segnato importanti passi avanti in direzione dello sviluppo su vasta scala dell’idrogeno ‘verde’, con l’accelerazione dei progressi tecnologici e il sostegno politico-legislativo. Nel 1900 il cavallo era il mezzo di trasporto dominante e le auto ancora inefficienti, inaffidabili e costose ma in soli 10 anni tutto è cambiato e lo stesso potrebbe avvenire con l’idrogeno, sostenuto da un grande slancio politico e di investimenti. Ora occorre concentrarsi non solo sulla riduzione dei costi ma sulla creazione di infrastrutture di supporto in grado di garantire la domanda. Il supporto politico-legislativo è forte, ma può aumentare ancora, soprattutto ora che i vari paesi definiscono i propri obiettivi di azzeramento netto delle emissioni, e il recente incremento dei prezzi dell’energia potrebbe accelerare il processo.

TRE CATALIZZATORI IMPORTANTI


Sono le conclusioni del commento di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Heiko Schupp, Responsabile globale investimenti in infrastrutture di Columbia Threadneedle Investments, dal titolo “L’idrogeno verde mostra finalmente il suo vero colore”, che approfondisce l’interesse crescente verso l’idrogeno verde come alternativa pulita ai combustibili fossili tradizionali. Secondo i due esperti di Columbia Threadneedle i catalizzatori dell’adozione su vasta scala dell’idrogeno sono l’accelerazione del cambiamento climatico, il supporto politico-legislativo e il forte calo dei prezzi dell’energia rinnovabile utilizzata nell’elettrolisi, che rappresenta circa il 70% dei costi della produzione di idrogeno.

SE NE PARLA SEMPRE DI PIÙ


La discussione sull’idrogeno verde negli ultimi 6-12 mesi ha raggiunto livelli smisurati, superando di netta misura tutti gli altri temi, compreso il 5G, la Blockchain e l’IA. Una crescita esponenziale dell’interesse spiegata da Kelly e Schupp con l’attesa riduzione nella curva di costo, dell’adozione a partire dal 2030 in molti settori, dall’industria chimica ai camion a celle a combustibile, che indica come il potenziale dell’idrogeno come principale soluzione per la decarbonizzazione non ha mai goduto di una tale percorribilità commerciale. I numerosi e promettenti progetti basati sull’idrogeno annunciati negli ultimi 12 mesi hanno giocato un ruolo chiave nel ridurre le stime di costo e nel migliorare l’efficienza.

PROGETTI TRIPLICATI IN NOVE MESI


Tra dicembre 2020 e agosto 2021 i progetti di idrogeno verde sono più che triplicati, con l’annuncio di 359 iniziative su vasta scala in tutto il mondo. L’Europa sta facendo da apripista con investimenti per 130 miliardi di dollari, ma anche la Cina potrebbe diventare un vero colosso dell’idrogeno, con oltre 50 progetti in cantiere dopo l’impegno ad azzerare le emissioni nette entro il 2060. Un importantissimo sviluppo sul fronte dei costi è emerso dal rapporto del NEL, il maggior produttore mondiale di elettrolizzatori, che punta ora a un costo dell’idrogeno verde da 2 a 1,50 dollari al chilo entro il 2025.

SI MUOVE ANCHE L’M&A


Anche gli Stati Uniti hanno riadottato l’obiettivo della neutralità carbonica rientrando nell’Accordo di Parigi mentre il governo britannico ha annunciando la UK Hydrogen Strategy per costruire 5 GW di capacità di produzione di idrogeno a bassa intensità di carbonio entro il 2030. Intanto si muovono anche le imprese specializzate nella produzione, nella distribuzione e nell’utilizzo dell’idrogeno con 228 progetti avviati in tutto il mondo lungo l’intera catena del valore, 17 dei quali sono piani di produzione su grandissima scala, e si muove anche l’M&A, con l’acquisizione della canadese Hydrogenics da parte di Cummins e quella da parte di MAN Energy Solutions della tedesca H-TEC Systems.

VERSO IMPENNATA DEGLI INVESTIMENTI


L’Hydrogen Council stima che gli investimenti totali nella filiera dell’idrogeno potrebbero superare 300 miliardi di dollari entro il 2030 e, secondo la Energy Transitions Commission, raggiungere circa 15.000 miliardi entro il 2050. Delle varie barriere che si frappongono a un’adozione su vasta scala dell’idrogeno, i due esperti di Columbia Threadneedle ne segnalano due in particolare: la limitatezza della domanda, anche se la tecnologia sta progredendo e i costi diminuendo, e la sottovalutazione dell’idrogeno da parte della società civile.

SUPERARE LE DIFFIDENZE


Sin dal disastro del dirigibile Hindenburg nel 1937, sul suo uso come carburante aleggia ancora un forte stigma, e consumatori e investitori vanno informati su potenzialità e sicurezza dell’idrogeno prima che diventi di uso comune. Columbia Threadneedle ritiene che i gestori patrimoniali stiano diventando sempre più consapevoli del potenziale, cercando di educare gli investitori, e ravvisa enormi opportunità per il settore infrastrutturale nell’attuale contesto, perché senza progetti infrastrutturali, non potrà esserci un consumo di massa dell’idrogeno.
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