Post Covid

Ethenea: “La crescita ciclica continuerà nel 2022 ma a un ritmo più moderato”

La produzione globale dovrebbe salire del 5% l’anno prossimo mentre i pericoli saranno ancora legati alla persistente carenza di input, ai prezzi dell’energia e alle strozzature delle catene di approvvigionamento

di Leo Campagna 10 Dicembre 2021 12:55
financialounge -  Andrea Siviero Ethenea Indipendent Investor inflazione investimenti
financialounge -  Andrea Siviero Ethenea Indipendent Investor inflazione investimenti

Un 2022 sulla scia del 2021 per quanto riguarda la traiettoria della crescita, con una produzione globale in rialzo del 5%. A rallentarne il ritmo, tuttavia, ancora le difficoltà legate alla persistente carenza di materie prime e di prezzi elevati dell’energia nonché i colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento. È questa, in estrema sintesi, l’analisi delle previsioni 2022 a cura di Andrea Siviero, Investment strategist di Ethenea Independent Investors.

ARCHIVIATO L’ANNUS HORRIBILIS 2020


Il 2021 ha archiviato l’annus horribilis 2020 grazie ad una robusta ripresa dell'economia globale, sostenuta da uno stimolo politico senza precedenti e dal lancio progressivo di vaccini efficaci contro il Covid-19. “Il percorso di crescita ciclica proseguirà ma, dal momento che l'economia globale sta attraversando la fase intermedia del ciclo, il ritmo sarà più moderato” precisa il manager. Le cui convinzioni poggiano su una ricalibrazione della crescita verso il settore dei servizi, una forte domanda interna e la ripresa del commercio globale, una volta risolti i problemi delle catene di approvvigionamento.

LA PRODUZIONE GLOBALE DOVREBBE TORNARE AI LIVELLI PRE-PANDEMIA


Per il manager di Ethenea a contribuire alla crescita futura saranno anche gli investimenti di capitale e l'aumento delle scorte. Per quanto riguarda invece il mercato del lavoro, pur prevedendo un miglioramento progressivo, Siviero ritiene che il suo ritmo risulti inferiore a quello della ripresa della produzione e, inoltre, rimarrà disomogeneo tra le regioni. “È vero che nel 2022 l'economia globale dovrà affrontare diversi venti contrari e l'incertezza rimarrà elevata, tuttavia gli output gap – cioè i differenziali tra produzione effettiva e produzione potenziale – si chiuderanno progressivamente e la produzione globale dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia” spiega Siviero.

DISALLINEAMENTO TRA DOMANDA E OFFERTA


Sullo sfondo non si può escludere che la pressione inflazionistica si consolidi, al punto di costringere le banche centrali a inasprire le loro politiche prima del previsto. Il disallineamento tra domanda e offerta rappresenta, per il manager di Ethenea, il rischio al ribasso più elevato per la crescita e il rischio al rialzo più rilevante per l'inflazione. “La maggiore preoccupazione per le prospettive macro e per i responsabili politici è da ricercarsi nel complicato equilibrio tra il rallentamento dello slancio economico e un tasso d’inflazione ostinatamente elevato” sottolinea Siviero.

LA PANDEMIA NON È ANCORA COMPLETAMENTE SOTTO CONTROLLO


La pandemia non è ancora completamente sotto controllo e lo sviluppo di nuove varianti contagiose – come sperimentato di recente con la Omicron - presenta ancora un rischio considerevole che minaccia la ripresa. In ogni caso, il manager non esclude che l'inflazione rimanga elevata durante la prima metà del 2022, ma ritiene che, una volta che le problematiche legate alla pandemia saranno assorbite spingendo al ribasso i prezzi, si possa tornare al target del 2% individuato dalle banche centrali nella maggior parte dei Paesi.

IMPORTANTI INDIZI ANCHE IN AMBITO GEOPOLITICO


Il 2022 dovrebbe fornire importanti indicazioni anche in ambito geopolitico. “Sono attesi ulteriori indizi sul futuro della globalizzazione, sugli sviluppi macroeconomici e geopolitici in Cina e sull’impatto sull'economia globale delle relazioni Usa-Cina” conclude l’Investment strategist di Ethenea Independent Investors. “Le decisioni che i leader politici di tutto il mondo adotteranno, ovvero se riprendere con decisione la via della collaborazione e del multilateralismo oppure votarsi al protezionismo e all'unilateralismo, plasmeranno il commercio internazionale, la cooperazione economica e la crescita globale negli anni a venire”.
Trending