Carbon neutrality

Perché i risparmi privati sono essenziali nella lotta all’emergenza climatica

Per Etica Sgr i fondi d’investimento saranno cruciali nel finanziare la trasformazione delle economie e dei modelli di business, per gestire l’emergenza climatica e centrare gli obiettivi fissati dalla comunità internazionale

di Leo Campagna 17 Novembre 2021 20:00
financialounge -  cambiamento climatico ESG Etica Sgr
financialounge -  cambiamento climatico ESG Etica Sgr

Lo scorso 4 ottobre è stata pubblicata un’analisi del Fondo monetario internazionale (FMI) secondo la quale, per raggiungere la cosiddetta carbon neutrality, ovvero l’azzeramento delle emissioni nette di CO2, è necessario aumentare gli investimenti sostenibili e responsabili di 20mila miliardi di dollari nei prossimi due decenni. Ciò imporrà scelte precise non soltanto da parte dei governi ma anche nell’approccio da parte del risparmio gestito. “Il settore mondiale dei fondi d’investimento – ricorda il FMI – vale circa 50mila miliardi di dollari. Rivestirà un ruolo essenziale nel finanziamento della transizione verso un’economia più verde, permettendo di evitare le conseguenze più gravi dell’emergenza climatica”.

MITIGARE L’EMERGENZA CLIMATICA


I risparmiatori e il mondo della finanza sono chiamati a fare la propria parte per orientare i flussi di denaro verso attività compatibili con la lotta ai cambiamenti climatici, a discapito dei settori che emettono grandi quantità di CO2 e di altri gas ad effetto serra. Questo potrà risultare determinante per mitigare l’emergenza climatica anche grazie all’effetto-volano che i fondi responsabili possono esercitare sulle imprese. “Attraverso relazioni dirette con le aziende e tramite il voto nel corso delle assemblee generali (entrambe attività portate avanti da Etica Sgr con le società nelle quali investono i nostri fondi) è possibile infatti contribuire a modificare le scelte strategiche delle aziende” fanno sapere gli esperti di Etica Sgr.

DECISAMENTE MEGLIO HANNO FATTO I FONDI RESPONSABILI


Come segnala il FMI, i fondi d’investimento a livello mondiale hanno utilizzato sempre più il voto in assemblea per influenzare le decisioni delle imprese dal punto di vista climatico: nel 2020 i fondi tradizionali hanno approvato il 50% delle risoluzioni a favore del clima contro il 20% del 2015. Decisamente meglio hanno fatto i fondi responsabili, approvando il 60% di tali risoluzioni, sfiorando il 70% nel caso di quelli specificatamente concepiti per sostenere la transizione ecologica.

ATTENZIONE AI RISCHI DEL GREENWASHING, L’ECOLOGIA DI FACCIATA


“La transizione sarà sempre più guidata dai fondi detti sostenibili, con l’avvertenza di prestare la massima attenzione ai rischi del cosiddetto greenwashing (l’ecologia di facciata)” puntualizzano i manager di Etica Sgr. Per questo, come indicato dal FMI, occorre che i governi rafforzino l’architettura mondiale d’informazione sulle questioni climatiche (dati, pubblicazioni, classificazioni della finanza sostenibile) e classifichino in modo più chiaro i fondi, al fine di rendere più semplici e consapevoli le scelte degli investitori. “Attraverso l’uso di label uniformi e tassonomie che possano essere applicate a tutti, e che consentano di riassumere in modo chiaro la strategia di ciascun fondo è possibile definire in modo più chiaro un prodotto sostenibile”, sottolineano i professionisti di Etica Sgr.

FMI, BANCA MONDIALE A OCSE INSIEME


In quest’ottica, FMI, Banca mondiale e Ocse hanno lavorato insieme per definire principi e sistemi di classificazione il cui obiettivo è proprio l’armonizzazione degli approcci e il sostegno al settore della finanza sostenibile. Un lavoro cruciale alla luce del fatto che, come ha illustrato l’Onu, un investimento di 1 dollaro nella transizione può portare, in media, a ritorno pari a 4 dollari. “È chiaro che proseguire con il business as usual non farà altro che avvicinarci alla catastrofe climatica. Si tratta, in questo senso, di una questione di lungimiranza: occorre interrogarsi sui business che saranno abbandonati in futuro e che non genereranno più i rendimenti dei decenni passati” tengono a specificare gli esperti di Etica Sgr.

ASSET LEGATI A CARBONE, PETROLIO E GAS


La transizione ecologica renderà probabilmente gli asset legati a carbone, petrolio e gas, non soltanto “ad alto impatto climatico”, ma anche incagli, se non vere e proprie sofferenze ad esempio per i bilanci bancari. “Per i risparmiatori non avere lungimiranza oggi potrebbe portare da un lato a perdere i propri risparmi, dall’altro a contribuire, pur nel proprio piccolo, ad alimentare l’emergenza climatica che graverà sulle nuove generazioni”, concludono i manager di Etica Sgr.
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