Verso zero emissioni

Neuberger Berman: da Cop26 una svolta storica

Mercati e investitori ripongono molta fiducia nella conferenza sul clima di Glasgow e si aspettano azioni incisive per la lotta al cambiamento climatico

di Virgilio Chelli 3 Novembre 2021 20:00
financialounge -  climate change COP26 Jonathan Bailey Nazioni Unite Neuberger Berman Sarah Peasey
financialounge -  climate change COP26 Jonathan Bailey Nazioni Unite Neuberger Berman Sarah Peasey

La Cop26, la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite di Glasgow, arriva cinque anni dopo la Cop21, in cui quasi tutti i Paesi del mondo hanno aderito agli impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, inclusi quelli sul finanziamento delle azioni previsti dall’accordo di Parigi. Allora furono gettate le fondamenta, oggi l’obiettivo è far sì che i leader mondiali trasformino gli impegni presi in azioni. Secondo molti è il vertice globale più importante di quest’epoca, che può fare la differenza negli sforzi per azzerare le emissioni nette entro il 2050, contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C ed evitare cambiamenti potenzialmente catastrofici.

IMPORTANZA PER CLIMA E INVESTITORI


Nelle Prospettive settimanali del CIO di Neuberger Berman, firmate da Jonathan Bailey, Head of ESG Investing, e Sarah Peasey, Director of European ESG Investing, si sottolinea come la Conferenza sia di vitale importanza non solo per il clima ma anche per gli investitori. Se gli impegni necessari verranno presi, questi avranno plausibilmente un impatto sui prezzi nei mercati finanziari e richiederanno la mobilitazione di grandi capitali a favore di nuovi e significativi investimenti. Gli esperti di Neuberger Berman si aspettano progressi in tre aree chiave: i contributi a livello nazionale (NDC) alla riduzione delle emissioni, sostegno ai Paesi in via di sviluppo e definizione finale del Paris Rulebook, per l’attuazione dell’accordo di Parigi.

DIVARIO TRA IMPEGNI E MISURE


L’ultimo Emissions Gap Report delle Nazioni Unite per l’Ambiente evidenzia che, nonostante il rafforzamento delle politiche e delle ambizioni, resta un grande divario tra impegni a breve e misure necessarie a mantenere a lungo termine il riscaldamento globale ben sotto i 2°C, cercando di non sforare un aumento di 1,5°C. Per raggiungere l’obiettivo, i Paesi devono impegnarsi a ridurre le emissioni di ulteriori 11-13 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio equivalente entro il 2030 e di ben 25-28 miliardi per rimanere sotto un aumento di 1,5°C. Nessuna delle principali economie è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, a cominciare dalla Cina, che non lo ha ancora comunicato formalmente.

UNIFICARE IL MOSAICO DI REGIMI LOCALI


La definizione finale del Paris Rulebook avrà un impatto diretto su mercati e investitori, l’articolo 6 in particolare potrebbe contribuire a creare un vero e proprio mercato internazionale del carbonio, unificando l’attuale mosaico di regimi locali, e trasformare il contesto competitivo per le imprese. Queste a loro volta a loro volta hanno molto lavoro da fare, anche se sono stati compiuti progressi significativi. Neuberger Berman sta facendo la sua parte in svariati modi: collabora con gli stakeholder finanziando le ricerche della Transition Pathways Initiative, e aderendo alla Climate Action 100+, che punta a fare pressione sui più grandi emittenti di CO2, mentre partecipa anche alla campagna di engagement Science-Based Targets di Carbon Disclosure Project.

UN IMPEGNO AZIENDALE E SETTORIALE


Inoltre, da quasi due anni Neuberger Berman ha adottato una Strategia aziendale per il clima e ha appena definito formalmente gli impegni per azzerare le emissioni nette e potersi unire agli altri 120 asset manager che in tutto il mondo hanno aderito alla Net Zero Asset Managers Initiative. Dal 2020 segue poi una politica di esclusione del carbone termico che riguarda tutti i suoi fondi, e ha anche ottenuto una linea di credito che ha creato un legame diretto tra i suoi finanziamenti e la performance degli obiettivi di sostenibilità. La casa d’investimento sta infine sensibilizzando i clienti con un approccio top-down per la stima del Climate Value at Risk mentre gestisce strategie azionarie e creditizie “ad impatto”, per spingere i capitali verso la lotta al cambiamento climatico.

COSTRUIRE PORTAFOGLI A EMISSIONI ZERO


Per dare aiutare gli investitori nel percorso verso portafogli a zero emissioni nette, Neuberger Berman ha sviluppato un Piano d’azione in sette fasi attingendo all’Institutional Investor Group on Climate Change, che fissa i primi passi cruciali per la definizione di obiettivi, esclusioni e standard minimi, misurazione dei rischi, raccolta di dati e informazioni ed elaborazione di un programma di engagement. Il Piano si basa su alcuni mandati, tra cui una strategia sul credito multisettoriale legata alla transizione climatica da 1,3 miliardi di sterline con Brunel Pension Partnership, uno dei principali investitori in asset sostenibili in Europa.

UN GRANDE SFORZO COLLETTIVO


In conclusione, Neuberger Berman sottolinea che la riduzione delle emissioni rappresenta uno sforzo collettivo che richiede l’intervento di tutti gli stakeholder, da governi e imprese fino a investitori e consumatori, se si vuol trasformare l’ampio accordo sulla lotta al cambiamento climatico in azioni efficaci. In questo percorso ha fatto passi avanti importanti sia come azienda che come settore, riconoscendo anche che c’è ancora molto da fare, per cui continuerà a seguire con attenzione la Cop26, aspettandosi una conferma del sostegno da parte dei leader politici del mondo.
Trending