Non solo Bce e Fed

J.P. Morgan: obbligazioni, cosa fare in vista delle mosse delle banche centrali

È l’indicazione del Bond Bulletin settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities di J.P. Morgan Asset Management secondo cui l’azione delle banche centrali va letta usando le lenti del Forex

di Virgilio Chelli 3 Novembre 2021 - 11:46
financialounge - news
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Con l'inflazione sempre al centro dell'attenzione di investitori e mercati, può essere utile leggere gli interventi e le strategie delle Banche Centrali attraverso le lenti dei mercati dei cambi. Per gli investitori obbligazionari resta valida l’indicazione di essere corti di duration, considerato che la politica monetaria dovrebbe diventare più restrittiva, ma con attenzione anche all'esposizione valutaria, privilegiando le posizioni lunghe in dollari contro euro proprio per la divergenza tra le Banche Centrali che, nel breve termine, dovrebbe essere un elemento trainante dei rendimenti sui cambi, soprattutto se la Fed decidesse di accelerare la dinamica dei rialzi dei tassi.

LE BANCHE CENTRALI INCIDONO SULLE VALUTE


Lo sostiene il Bond Bulletin settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities di J.P. Morgan Asset Management, secondo cui sull’orizzonte più ampio delle attese per una possibile futura stretta delle politiche monetarie è necessario adottare un approccio idiosincratico. Gli interventi delle Banche Centrali incideranno sicuramente sulle quotazioni delle valute, ma con l’avanzare della stagione invernale nell'emisfero settentrionale occorre cercare di utilizzare una serie di altri fattori, quali valutazioni, rapporti di scambio e dinamiche del Covid. In uno scenario di inflazione in rialzo in molte economie sviluppate, nell'ultimo anno le banche centrali si sono divise in due gruppi: quelle che sposano un orientamento restrittivo e quelle restie a innalzare i tassi.

LA BCE FATICA A CONVINCERE IL MERCATO


Il team di J.P. Morgan AM colloca la BCE tra le seconde, ma gli investitori ne mettono in discussione la capacità di frenare le attese che puntano a un orientamento restrittivo, come accade anche per la Banca Centrale Australiana, da cui il mercato continua ad aspettarsi un innalzamento dei tassi malgrado gli interventi espansivi. La Fed ha invece mostrato maggior disponibilità a alzare i tassi e ha ancora margini per inasprimenti, visto che i rialzi dei tassi scontati dai mercati in Regno Unito, Canada e Australia sono comparativamente maggiori. Per questo le valute di Paesi che hanno tassi in salita sovraperformano quelle dove i tassi sono più bassi.

DISPERSIONE DELLE POLITICHE MONETARIE


Ma, osserva il team di J.P. Morgan AM, la dinamica dei mercati dei cambi è stata poco vivace rispetto a quella dei tassi, forse a causa dell'appiattimento della curva dei rendimenti. Storicamente, le variazioni del segmento a breve della curva dei rendimenti hanno consentito di capire meglio la direzione dei cambi, e quando le banche centrali cominceranno a innalzare i tassi, gli investitori dovranno essere consapevoli delle implicazioni di una potenziale inversione della curva. Finora i rialzi dei tassi sono stati scontati in maniera diversa a seconda del Paese: in Usa, Canada e Regno Unito si prevedono rialzi multipli nei prossimi anni, mentre in Giappone, Svizzera ed Eurozona un inasprimento non è ancora all'ordine del giorno.

DINAMICA RISPECCHIATA DAL FOREX


Il Forex ha rispecchiato questa dinamica e nel 2021 ha visto apprezzarsi le valute delle banche centrali propense all’inasprimento. Secondo il team di J.P. Morgan AM, alle quotazioni attuali il dollaro sembra sopravvalutato in termini di tasso di cambio reale, che può però essere considerato moderato rispetto a indicatori a più lungo termine, anche se bisogna tener conto dell'aumento delle esportazioni di energia e dei forti rincari energetici degli ultimi dodici mesi, che potrebbero distorcere i valori di equilibrio del biglietto verde.

MOVIMENTI GIÀ PREZZATI DAGLI INVESTITORI


Il posizionamento di mercato, misurato dalle indagini proprietarie di J.P. Morgan Asset Management, indica che gli investitori guardano con maggior favore alle valute con banche centrali restrittive rispetto a quelle di banche centrali che non lo sono, in una dinamica è ulteriormente suffragata da minori posizionamenti nelle seconde che si evincono dai dati della Commodity and Futures Trading Commission. Sebbene il posizionamento lungo "restrittivi verso non restrittivi" non sembri essere vicino a livelli estremi, secondo il team di J.P. Morgan AM gli investitori dovrebbero evitare ulteriori esposizioni di questo tipo, visto che la tesi potrebbe essere pienamente scontata dal mercato.

 
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