Finanza verde

LGIM: green bond trainano la crescita dell'obbligazionario verde

Il mercato, che in totale ha raggiunto circa i 1.750 miliardi di dollari, sta aumentando la sua importanza strategica, confermata dalla road map mondiale degli impegni sul clima da qui al 2060

di Redazione 2 Novembre 2021 13:04
financialounge -  Climate Bonds Initiative climate change green bond LGIM obbligazioni Obbligazioni verdi
financialounge -  Climate Bonds Initiative climate change green bond LGIM obbligazioni Obbligazioni verdi

Le obbligazioni verdi sono strumenti a reddito fisso emessi appositamente per finanziare progetti che possano avere risultati ambientali positivi e/o potenziali benefici climatici. L’emissione di questa innovativa asset class sta crescendo rapidamente dal 2007, cioè da quando la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha emesso il primo green bond. D’altra parte, come si può constatare dai media, l'interesse continua a crescere in tutte gli aspetti associati al tema della sostenibilità, in particolare nell’ambito degli investimenti sostenibili. Il mercato dei green bond costituisce circa l’1,5% del mercato obbligazionario totale, con un controvalore cumulativo che ha raggiunto circa i 1.750 miliardi di dollari.

CLIMATE BONDS INITIATIVE


”Ci aspettiamo che l'emissione di obbligazioni verdi continuerà ad accelerare mentre vengono giustamente affrontate con maggiore decisione le preoccupazioni degli investitori sulle tematiche ESG e sui cambiamenti climatici”, hanno commentato  gli esperti di LGIM. Secondo la Climate Bonds Initiative, un’organizzazione riconosciuta come esperta a livello mondiale in questo settore, il tasso di crescita medio annuo delle emissione di obbligazioni verdi dal 2007 ad oggi, si attesta intorno all'850%.

IL RITMO DI CRESCITA DEI GREEN BOND


Al 13 agosto 2021, le emissioni di green bond da inizio anno avevano già contabilizzato il 100% del totale di tutte le emissioni di obbligazioni verdi dell’intero 2020. Come si nota dal grafico 2, nel quale è illustrato il confronto della crescita delle obbligazioni verdi rispetto al mercato obbligazionario più ampio, c'è stata una notevole emissione di green bond. A parte nel 2020, a causa della pandemia, il ritmo di crescita registrato dai green bond è più sostenuto rispetto alla media del mercato del reddito fisso.

IL SIGNIFICATO STRATEGICO DELLE OBBLIGAZIONI VERDI


“Il mercato dei green bond continua a trainare la crescita del più ampio mercato obbligazionario sostenibile”, hanno spiegato i manager di LGIM, aggiungendo: “Si tratta di un segmento di mercato che, giustamente a nostro avviso, sta catturando l'attenzione degli investitori su scala globale. Riteniamo che sia gli emittenti di obbligazioni verdi che gli investitori stiano iniziando a considerare questo mercato come un primo punto di riferimento, piuttosto che una moda per puntare sulla sostenibilità. Stiamo infatti constatando come gli impegni per il clima, sia a livello di governo che a livello aziendale, rafforzino il significato strategico del mercato delle obbligazioni verdi”.

LA ROAD MAP MONDIALE DEGLI IMPEGNI SUL CLIMA


Che la finanza verde stia crescendo in importanza strategica lo conferma la road map mondiale degli impegni sul clima assunti da parte dei governi e delle imprese. In particolare, entro il 2030, l'Ue si è impegnata a ridurre del 55% le emissioni di carbonio mentre gli Stati Uniti si sono impegnati a ridurre l'inquinamento da carbonio ad almeno 50-52% al di sotto dei livelli del 2005 e il Giappone del 46-50%. Sempre per la stessa data, l'India dovrebbe tagliare l’intensità delle emissioni di gas serra del suo prodotto interno lordo del 33%-35% e aumentare la capacità di potenza dei combustibili non fossili dal 28% al 40% nonché di irrobustire le foreste per contrastare gli impatti dell'anidride carbonica.

IL RUOLO IMPORTANTE DELLA FINANZA VERDE


Entro il 2035, invece, il Regno Unito ha stabilito un nuovo obiettivo legale per ridurre le emissioni del 78% mentre entro il 2050 l'Ue dovrebbe raggiungere una sostanziale neutralità climatica. Infine la Cina: si è impegnata a fissare il picco di emissioni entro il 2030 per poi tagliare il traguardo della neutralità carbonica entro il 2060. “Si tratta di un articolato percorso, da qui al 2060, che sancisce il ruolo importante che la finanza verde continuerà a svolgere in futuro” hanno concluso gli esperti di LGIM.
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