Svolta green

In arrivo la nuova tassa sui rifiuti. Ecco cosa cambierà

Tracciabilità digitale e incentivi fiscali in favore delle attività di riciclo al centro della riforma del sistema di tassazione ambientale

di Redazione 30 Settembre 2021 - 9:46
financialounge - news
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All'insegna della sostenibilità. La Tari, la tassa sui rifiuti, potrebbe cambiare. La riforma del sistema di tassazione ambientale parte dalla necessità di una maggiore tracciabilità, dopo l’esperimento non perfettamente riuscito del vecchio Sistri. Al centro del nuovo meccanismo, però, come si legge nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef), in vista della prossima legge di Bilancio, anche incentivi fiscali in favore del riciclo.

UNA TASSA PIÙ GREEN


Il governo starebbe ragionando su un nuovo meccanismo che tenga in considerazione nuovi incentivi fiscali per chi ricicla e a sostegno dell’uso delle materie prime secondarie, ossia gli scarti di lavorazione delle materie prime e dei materiali derivati dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti.

NELLA LEGGE DI BILANCIO


Si tratta, in estrema sintesi, di sviluppare ulteriormente l’economia circolare, come previsto dal Pnrr, sul quale il governo sta concentrando gli sforzi per sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dell’Unione europea. I tempi e i modi per realizzare queste riforme saranno definiti dal ministero per la Transizione ecologica, insieme a quello dello Sviluppo economico. Nello sviluppo del piano dovrebbero essere coinvolte anche Ispra e Enea, per un supporto tecnico che incentivi il recupero dei materiali e il riciclaggio dei rifiuti.

ECONOMIA CIRCOLARE


La scadenza fissata dal governo Draghi è giugno 2022. Dopo una consultazione pubblica, infatti, entro questa data la nuova strategia dovrebbe essere messa a punto. Sempre dall’approvazione del Nadef, inoltre, emerge anche l’intenzione dell’esecutivo di dotare anche i porti di nuovi impianti “adeguati a rispondere alle esigenze delle navi che vi fanno abitualmente scalo”. Questo, tra l’altro, è un impegno sul quale è intervenuta anche l’Ue, con la direttiva n. 883/2019, che il governo italiano dovrebbe ancora applicare.

TRANSIZIONE ECOLOGICA


La svolta green è al centro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Se non si rispettano i tempi c’è il rischio che i fondi europei legati al Pnrr arrivino in misura inferiore”, è il monito lanciato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, all’Italian Energy Summit, organizzato dal Sole 24 Ore. Tornando alla nota di aggiornamento, la Nadef mette in cantiere un’accelerazione nello sviluppo delle reti elettriche e del gas, con un occhio alle fonti di energia rinnovabile.

L’ORIZZONTE TEMPORALE DEL 2050


Sempre nella nota di aggiornamento, si evidenzia come il CITE (Comitato interministeriale per la transizione ecologica) abbia intenzione di approvare la proposta di piano per la transizione ecologica del Paese, con un orizzonte temporale che arriva al 2050, ma con target da raggiungere prima.

GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE


Si tratta della neutralità climatica; azzeramento dell’inquinamento; adattamento ai cambiamenti climatici; ripristino della biodiversità e transizione verso un’economia circolare. Per raggiungere questi traguardi, il governo istituirà otto tavoli di lavoro. La revisione della tassa sui rifiuti arriverà dopo la riforma del sistema di tassazione ambientale. E solo allora la Tari potrebbe cambiare.
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