Obiettivo ripresa economica

Robeco: ci saranno anni ruggenti, la situazione si sta scaldando

Per il report "Expected Returns (2022-2026)" l'economia globale è in miglioramento, ma permangono elementi di rischio connessi all'inflazione e ai cambiamenti climatici

di Annalisa Lospinuso 28 Settembre 2021 - 19:00
financialounge - news
financialounge - news

Se la pandemia continua a generare timori, guardando il futuro in un’ottica più di lungo termine si scorgono segnali di ottimismo. Il rapporto annuale di Robeco, “Expected Returns (2022-2026)”,  è una fotografia di quello che gli investitori possono aspettarsi nei prossimi cinque anni per tutte le principali asset class. Prevale un moderato ottimismo nell’analisi di Robeco che vede, di qui a fine 2026, una produttività del lavoro negli Usa in miglioramento, grazie alla ripresa dell’offerta per l’economia globale rispetto all’anno scorso. La produttività, guidata dagli investimenti, dovrebbe così battere la modesta crescita del Pil pro capite del periodo espansivo del 2009-2019.

INCERTEZZA E RISCHIO INFLAZIONE


A guidare la visione ottimistica, seppur moderata, sono i progressi ottenuti con l’innovazione tecnologica. Tuttavia, non si può dimenticare che l’atipica dinamica a singhiozzo, nel 2020-2021, ha spinto l'incertezza macroeconomica al suo livello più alto nella storia recente, superando i livelli raggiunti nel periodo di disinflazione nei primi anni '80 e durante la crisi finanziaria globale del 2008.
L’interrogativo principale in questo momento è se l’inflazione sarà transitoria o a lungo termine. Gli investitori devono, dunque, mantenere una certa prudenza e osservare attentamente le evoluzioni di mercato nei prossimi cinque anni.

EMERGENZA CLIMATICA IN FOCUS


Uno dei freni alla ripresa economica deriva dalla crisi climatica. Si prevede che le temperature globali saliranno di almeno 1,5 gradi Celsius sopra il livello preindustriale, entro il 2040, causando eventi meteorologici sempre più estremi e maggiori rischi fisici nelle economie sviluppate. Robeco si aspetta che, nel prossimo quinquennio, gli investitori siano sempre più attenti ai fattori di rischio climatico nel prendere le decisioni di asset allocation. La composizione delle asset class potrebbe essere influenzata dal cambiamento climatico più che dai rendimenti attesi. Robeco prevede, infatti, una maggiore emissione di titoli green in futuro. I mercati azionari emergenti e i mercati obbligazionari high yield consumano più carbonio rispetto ai mercati azionari sviluppati e ai mercati obbligazionari investment grade, e questo potrebbe determinare la pressione sui prezzi dei primi. Gli investitori attivi possono aggiungere valore integrando la loro visione sul cambiamento climatico e su come le politiche, i regolamenti e il comportamento dei consumatori influenzeranno i profitti aziendali. Il disinvestimento massiccio dalle aziende di combustibili fossili può portare a un premio di rischio per il carbonio.

I ROVENTI ANNI VENTI


“Un anno e mezzo dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19, il mondo è diviso – ha spiegato Peter van der Welle, Multi-asset Strategist del team Multi-asset di Robeco -. Da un lato, le economie in ripresa e la crescita tecnologica, dall’altro, l'incertezza macroeconomica e il rischio climatico. Crediamo di essere alla vigilia di un periodo espansionistico duraturo, che chiamiamo ‘I roventi anni Venti’ (anziché ruggenti). I tassi d’interesse reali negativi guidano una crescita dei consumi e degli investimenti superiore al trend nelle economie sviluppate, mentre il legame tra gli investimenti pubblici e aziendali e la crescita della produttività che ne consegue rimane intatto, con ritorni reali positivi sugli investimenti che vanno a beneficio dei salari reali e della crescita dei consumi”.

SOSTENIBILITÀ E RENDIMENTI


I temi di sostenibilità e responsabilità diventeranno con il tempo centrali negli investimenti. “Anche se l’86 per cento degli investitori – ha spiegato Laurens Swinkels, ricercatore di Robeco - crede che il rischio climatico sarà un tema chiave per i loro portafogli entro il 2023, le valutazioni regionali non riflettono ancora i diversi gradi di rischio climatico a cui le varie regioni sono esposte. Pertanto, il rapporto Expected Returns di quest’anno prende in considerazione, per la prima volta dal suo lancio nel 2011, l’impatto del rischio climatico sui rendimenti”.
Trending