Ecco come trarre vantaggio da investimenti a bassa emissione di carbonio

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di Leo Campagna 30 Luglio 2021 - 7:50

Gli investitori possono beneficiare dei meccanismi di compensazione carbonica tramite la strategia di Candriam progettata specificamente per sostenere la lotta contro il cambiamento climatico

I governi, le aziende e i consumatori si stanno impegnando sull’obiettivo dell’accordo di Parigi di mantenere l’aumento della temperatura nel 21° secolo sotto i 2⁰C rispetto ai livelli pre-industriali. Il successo dello sforzo globale per rallentare il cambiamento climatico dipenderà dal coinvolgimento di ogni tipo di attività che genera emissioni di gas serra (GHG) e da come si comporteranno la Cina e i mercati emergenti dell’Asia, che hanno aumentato la loro quota di emissioni di CO2 tra il 1990 e il 2019, rispetto agli Stati Uniti e all’Europa.

UTILITIES, ENERGIA E MATERIALI

Dal punto di vista degli investitori, i settori utilities, energia e materiali sono particolarmente esposti ai rischi maggiori in caso di nuovi regolamenti relativi alle emissioni di CO2, ma anche in termini di distruzione di asset a causa del cambiamento climatico. “Le due opzioni consistono o nell’escluderli dai portafogli, rinunciando al rendimento che possono offrire, oppure quella di continuare a investire in ognuno di essi, ma concentrandosi su chi può vantare le performance migliori in termini di emissioni di CO2” fa sapere Koen Popleu, senior fund manager di Candriam.

IMPEGNARSI CON LE AZIENDE PER INCORAGGIARE IL CAMBIAMENTO

E’ peraltro possibile, al contempo, impegnarsi con le aziende come azionisti per incoraggiare il cambiamento. “Candriam reputa il cambiamento climatico e la biodiversità due obiettivi prioritari. Per esempio abbiamo interagito con varie banche e compagnie di assicurazione per stabilire il grado di trasparenza in questo settore e incoraggiare ulteriori miglioramenti” specifica il manager di Candriam.

COMPENSAZIONE VOLONTARIA DELLE EMISSIONI

Un aspetto importante è la compensazione volontaria delle emissioni, tramite la quale le aziende cercano di neutralizzare le emissioni generate dalle attività che non possono essere completamente eliminate: un fattore essenziale per finanziare la transizione energetica ma che non sostituisce gli sforzi fatti per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2.

IL CORPORATE STANDARD

Il Corporate Standard classifica le emissioni dirette e indirette di gas serra di un’azienda in tre “ambiti”: scope 1 (emissioni “dirette” provocate da fonti proprie o controllate), scope 2 (emissioni “indirette”, derivanti dalla produzione di energia acquistata e consumata dall’azienda che produce il report) e scope 3 (tutte le altre emissioni indirette che si verificano nella supply chain di un’azienda). “Candriam presta particolare attenzione alle emissioni scope 3 dal momento che spesso costituisce la componente più rilevante delle emissioni dell’azienda” riferisce Popleu.

MISURARE L’IMPATTO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Candriam non si limita ad includere i livelli di emissioni di CO2 delle aziende nell’analisi dei titoli e nei report mensili fornisce ai sottoscrittori gli strumenti per misurare l’impatto sul cambiamento climatico attraverso i propri investimenti, oltre a ingaggiare le aziende su questo argomento” puntualizza il manager. Gli investitori, infatti, possono compensare l’impronta carbonica dei loro portafogli. “Possono, per esempio, beneficiare dei meccanismi di compensazione carbonica tramite la nostra strategia progettata specificamente per sostenere la lotta contro il cambiamento climatico. Il Gold Standard ci consente di compensare le emissioni investendo in progetti in tutto il mondo che mirano a ridurre i gas serra o il loro impatto sul clima” rivela Popleu. Per i prossimi tre anni i progetti primari riguardano l’efficienza energetica (utilizzando il metano per la produzione di energia in Cina), l’energia rinnovabile (un impianto solare termico in India) e la riforestazione (ripristino di terreni tropicali in Panama).

RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2 DI ALMENTO IL 20%

“Siamo convinti che la compensazione carbonica fatta internamente sia complementare alla nostra selezione di titoli. Anche le aziende in cui investiamo consumano energia ed emettono CO2, tuttavia grazie ai nostri criteri di selezione si impegnato ad investire anche in soluzioni tese a ridurre queste emissioni di almeno il 20% rispetto al nostro universo di investimento” conclude il senior fund manager di Candriam.

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