BlueBay: la “stretta” cinese non deve ingannare, in realtà punta allo sviluppo sostenibile

L'analisi
di Virgilio Chelli 30 Luglio 2021 - 19:00

Mark Dowding, CIO di BlueBay, riVirgitiene sbagliata l’interpretazione secondo cui Pechino si sta allontanando dal modello basato sul mercato e vede nelle recenti mosse un approccio politico ispirato dai fattori ESG

Gli asset cinesi sono tornati sotto pressione dopo l’ultima ‘stretta’ del governo che ha colpito le imprese di tutoraggio doposcuola, dopo il giro di vite sui big tecnologici come Didi, portando alcuni investitori a lamentare che Pechino si sta allontanando dal modello economico basato sul mercato. Ma Mark Dowding, CIO di BlueBay, ritiene che le mosse siano invece molto coerenti con gli obiettivi strategici del piano quinquennale, che mira a sopprimere le tre “montagne” fatte di alti costi immobiliari, educativi e sanitari, che stanno schiacciando economia e società e che possono essere anche responsabili dell’abbassamento della natalità e delle preoccupazioni demografiche legate l’invecchiamento della popolazione.

L’APPROCCIO CINESE ALL’ESG

Nella sua ‘settimana dei mercati’ Mark Dowding sostiene che l’approccio cinese all’ESG influenza i mercati più della Fed e spiega che il dialogo intrattenuto da BueBay con i politici cinesi ha portato a diverse conclusioni che concorrono alla sua analisi. La prima è che nessuna azienda è troppo grande per fallire e, in Cina, più grandi si è, più si deve essere socialmente responsabili. Poi ci sono i problemi di sicurezza che sorgono quando si esce dall’ombrello normativo cinese, come quando le aziende cinesi si quotano a New York. Inoltre, i settori strategici devono adottare una dimensione sociale nei modelli di business, perché la politica cinese vuol proteggere il lavoro, le piccole e medie imprese e chi è minacciato dal capitale monopolistico.

ACCUSE A PECHINO FUORI LUOGO

Sono conclusioni, sottolinea Dowding, che possono essere viste nel contesto ESG, che la Cina sta cercando di applicare, per cui le accuse rivolte a Pechino sembrano fuori luogo, perché molte decisioni sono state ponderate con attenzione. Il corollario è però il timore che errori politici possano portare la Cina in recessione, ma anche questa è una preoccupazione fuori luogo, afferma Dowding, secondo cui Pechino ha i mezzi e l’inclinazione per garantire che possibili default resterebbero isolati e non sarebbero sistemici. Le prospettive di crescita sembrano inoltre relativamente positive, con la Banca Centrale che dovrebbe continuare ad allentare, grazie anche agli ampi margini di recupero dei rendimenti cinesi da livelli superiori a quelli dei mercati sviluppati.

VERSO UN CALO DEI RENDIMENTI CINESI

L’esperto di BlueBay vede un potenziale sostanziale per un rally dello spread tra titoli di Stato cinesi e Treasury, dato che le politiche delle due superpotenze si muovono in direzioni opposte. La Fed sta infatti aspettando conferme di progressi solidi del mercato per annunciare l’avvio della riduzione dello stimolo, che Dowding si aspetta dalla riunione del FOMC di settembre. Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, Dowding vede la possibilità che la prossima settimana Bank of England possa modificare la politica in direzione leggermente più restrittiva, suggerendo che ci sia spazio per il Gilt di continuare a sottoperformare rispetto ai Bund tedeschi.

TIMORI SU DELTA E CINA DOVREBBERO ATTENUARSI

Guardando avanti, l’esperto di BlueBay crede che i timori per la crescita derivanti dalla variante Delta o dalla debolezza dei mercati cinesi possano attenuarsi e si attende dati solidi a sostegno di un ritorno del tema reflazionistico mentre il recente trend dei tassi dovrebbe invertire la rotta, man mano che ci si avvicina al punto di svolta nella politica USA. Per questo BluleBay conserva una view ottimistica dell’outlook economico, che dovrebbe riflettersi negli utili aziendali.

POSSIBILI OSCILLAZIONI SUL MERCATO DEI TASSI

Fintanto che tassi e rendimenti non saliranno troppo velocemente, è la conclusione dell’analisi di Dowding, questa narrativa continuerà a sostenere gli asset rischiosi. Di conseguenza, tra ora e fine dell’anno le oscillazioni maggiori dovrebbero avvenire sui mercati dei tassi, con i prezzi che invece altrove invece si terranno in range limitati.

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