Quotata al Nasdaq

La guida autonoma di Aurora pronta allo sbarco a Wall Street

La società produttrice di tecnologia per la guida autonoma per auto e camion ha iniziato la raccolta fondi per quotarsi alla Borsa di New York

di Mauro Speranza 28 Luglio 2021 14:36
financialounge -  Aurora guida autonoma smart tecnologia
financialounge -  Aurora guida autonoma smart tecnologia

Parte la corsa di Aurora verso Wall Street con l'obiettivo di far quotare alla Borsa di New York la tecnologia alla base dei veicoli a guida autonoma. La società americana ha annunciato l'avvio della raccolta fondi tramite Spac e sarà quotata al Nasdaq con la sigla 'Aur'. Con la quotazione, Aurora raggiungerà la più alta quotazione di tutte le società attive nel mercato dei veicoli a guida autonoma già quotate in borsa.

GLI INVESTIMENTI PER LA QUOTAZIONE DI AURORA


La quotazione arriverà al termine di una fusione con Reinvent Technology Partners che porterà nelle casse aziendali circa due miliardi di dollari facendo crescere la sua valutazione fino a 11 miliardi, dopo che Aurora aveva già raccolto circa un miliardo di dollari. L'immissione di nuovo denaro permetterà di coprire i costi dei lavori di sviluppo in corso, necessari alla commercializzazione del primo veicolo entro la fine del 2023, obiettivo annunciato a Forbes dall'amministratore delegato Chris Urmson.

L'UNICA SOCIETÀ


“È davvero cruciale portare quel primo prodotto sul mercato - ha sottolineato Urmson -,  la chiave sarà lavorare a testa bassa e utilizzare tutto ciò che abbiamo sviluppato per riuscire a lanciare il prodotto alla fine del 2023”. Le auto a guida autonoma e i taxi robotici seguiranno in un secondo momento, ancora non precisato: “A chi investe in Borsa possiamo dire di essere l’unica società quotata concentrata sia sulla fornitura di autotrasporti, sia sul mercato delle autovetture”, conclude il manager.

VOLVO E TOYOTA TRA GLI INVESTITORI


Tra gli investitori della società ci sono i partner Paccar, Volvo, Toyota, Uber e Reinvent Capital, mentre al Pipe (Private investment in public equity) da un miliardo parteciperanno anche società come Baillie Gifford e la Counterpoint Global di Morgan Stanley, assieme a T. Rowe Price, Primecap Management, Xn, Fidelity, Canada Pension Plan Investment Board, Index Ventures e Sequoia Capital.

AURORA E IL MERCATO DELLA GUIDA AUTONOMA


Aurora è stata creata nel 2017 nella Silicon Valley dallo stesso, Urmson, ex capo del progetto di auto a guida autonoma di Google, dall'ex responsabile del pilota automatico di Tesla, Sterlin Anderson, e dall'informatico Drew Bagnell. In un primo momento, l'attività era concentrata sulla tecnologia per auto e taxi robotici, spostandosi successivamente sui camion, aprendo un deposito per autoarticolati in Texas. Per il momento, però, Aurora ha solo due autoarticolati registrati al dipartimento statunitense dei Trasporti.

IL SETTORE DEI CAMION PIÙ REMUNERATIVO


Il settore dei camion a guida autonoma è visto più semplice e remunerativo rispetto a quello dei taxi robotici on-demand, ma le entrate di Aurora potrebbero non essere consistenti ancora per molti anni. La società ha dichiarato in un documento di puntare ad un fatturato di 123 milioni di dollari nel 2025, per poi crescere fino a 2 miliardi nel 2027.

MOBILITÀ PER PASSEGGERI


Aurora è impegnata al programma per i veicoli passeggeri insieme ad altre società, mentre prevede di avere presto nuovi sviluppi nel settore degli autoarticolati. “Entreremo prima nel settore dei camion, ma stiamo lavorando con Toyota e Uber per un servizio di mobilità per passeggeri, che entrerà in funzione poco dopo il lancio del primo prodotto legato all’autotrasporto”, ha spiegato Urmson, aggiungendo che sono proprio quelle partnership, assieme alla collaborazione con Paccar e Volvo, che distinguono Aurora dai concorrenti.
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