Digitale terrestre, cosa cambia da settembre e quali agevolazioni sono previste

Bonus tv
di Redazione 26 Luglio 2021 - 12:02

Non tutti i televisori sono compatibili. Ecco quali si possono continuare ad usare e i bonus previsti per chi li deve cambiare: le scadenze da tenere a mente

Da settembre cambiano le frequenze del digitale terrestre. Se ne parla da tempo, ma la prima scadenza della transizione tecnologica si avvicina e si completerà a giugno 2022. Chi ha un televisore datato, rischia di non ricevere più il segnale. La soluzione è dotarsi di un decoder o di un televisore nuovo. Sono previste delle agevolazioni per chi deve cambiare. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

LA NUOVA PIATTAFORMA

Il Dvb-T2 (Digital video broadcasting – Secon generation terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo Dvb. Il passaggio al nuovo standard migliorerà la qualità visiva e dell’alta definizione e il rilascio delle frequenze di banda 694-790 MHz, la “bada 700” che servirà a far funzionare i servizi mobili 5G.

I DUE PASSAGGI

Il cambio di tecnologia sarà graduale e avverrà in due passaggi. Il primo a settembre 2021, il secondo a giugno 2022. Sin dalla prima scadenza, quindi, non sarà più possibile la ricezione delle trasmissioni televisive se non con apparecchi di nuova generazione, o se comparati prima del 2017, resi idonei alla ricezione con l’utilizzo di un decoder.

LE DATE DI ACQUISTO DELLA TV

Come fare per capire se la tv che si possiede è idonea alla ricezione dei nuovi canali? Tutti i televisori che sono stati acquistati dopo il 2017 sono già compatibili con il nuovo standard e quindi adatti alla ricezione dei canali che dal primo settembre verranno trasmessi solo in alta definizione. Soltanto le tv e i decoder acquistati da dicembre 2018 sono però idonei a supportare gli standard introdotti dal secondo step tecnologico, quello in programma a giugno 2022, che prevede il passaggio dal Dvb-T al Dvb-T2.

COME VERIFICARE LA PRIMA COMPATIBILITÀ

Semplificando, potrebbe essere che il televisore che si ha in salotto sia compatibile con il primo step di aggiornamento tecnologico, quindi quello del primo settembre 2021, ma non con il secondo, in programma a giugno 2022. Per verificare se sarà possibile continuare a vedere i canali da settembre, basterà che l’apparecchio sia già in grado di ricevere canali in HD.

E LA SECONDA (A PARTIRE DAL 2022)

Per essere sicuri che si potrà continuare a vedere i programmi tv anche dopo giugno 2022, occorre verificare che nella scheda tecnica del televisore sia presente l’indicazione Dvb-T2 Hevc Main10. Si può anche visualizzare il canale di test 100 e 200: se si vede Raiuno sul canale 1 allora bisogna verificare che sul canale 100 appaia la scritta “Test Hevc Main10”. In questo caso l’apparecchio tv è idoneo alla ricezione del nuovo digitale terrestre.

IL BONUS TV

Per favorire il passaggio e dare un contributo a chi deve cambiare televisore, il governo ha previsto due incentivi. Il bonus per sostituire la televisione può essere ottenuto solo se si rottama un televisore comprato prima del 22 dicembre 2018. Il contributo consisterà in uno scontro del 20% sul prezzo di vendita degli apparati, fino a un importo massimo di 100 euro. Il bonus è rivolto a tutti i cittadini residenti in Italia e può essere erogato fino all’esaurimento delle risorse disponibili, entro il 31 dicembre 2022. Bisogna anche essere in regola con il pagamento del canone Rai. L’agevolazione è contenuta nel decreto attuativo già firmato dal ministro delle Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, quindi si potrà richiedere a breve.

L’AGEVOLAZIONE CON ISEE FINO A 20MILA EURO

Già attivo un altro bonus, riservato alle famiglie con Isee fino a 20mila euro, che vale 50 euro, erogato sotto forma di sconto praticato dal rivenditore. I cittadini che intendono usufruire del bonus dovranno presentare al negoziante una richiesta per comprare una tv o un decoder beneficiando dell’incentivo, dichiarando di essere residenti in Italia e di appartenere a un nucleo familiare di fascia Isee che non superi i 20mila euro e che gli altri componenti dello stesso nucleo non abbiano già usufruito del bonus. Per la misura sono stati stanziati 150 milioni di euro.

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