Cravatta addio, crollo delle vendite

Crisi passeggera?
di Gaia Terzulli 5 Luglio 2021 - 10:57

Sistema Moda Italia: nel 2020 sell-out crollato del -50%. Calati import (-42,4%) ed export (-42,7%). È l’effetto della pandemia

Crisi stagionale o rivoluzione del gusto? Non c’è dubbio che il crollo di acquisti di cravatte – simboli per eccellenza della moda maschile – sia un effetto di quel generale mutamento dei consumi imposto dalla pandemia. E così, mentre streetwear e sportwear continuano a cavalcare il boom di acquisti iniziato proprio l’anno scorso, l’accessorio da uomo più elegante per antonomasia rischia di occupare sempre meno spazio nel guardaroba, se non, addirittura, di sparire.

IL CROLLO DEI CONSUMI NEL 2020

Secondo i dati diffusi da Sistema Moda Italia per Pitti Uomo 100, che chiude oggi a Firenze, il segmento, che rappresenta circa l’1,3% della moda uomo, è diventato la maglia nera del settore: nell’anno solare 2020 il sell-out di cravatte ha registrato un tracollo del -50%. Male anche le vendite estere, che hanno subito una contrazione del -42,7%, nonostante i primi mesi del 2021 abbiano visto ripartire le esportazioni in molti comparti. Non è stato il caso delle cravatte, che nel periodo gennaio-marzo hanno perso il 35,4%. In caduta anche l’import, che ha registrato un -42,4%.

L’EFFETTO PANDEMIA

Segnali, inequivocabili, di una crisi di settore. La cui origine va ricercata nel cambiamento dello stile di vita imposto dalla pandemia. Con il boom dello smart working e il prolungato confinamento domestico a cui i lavoratori hanno dovuto adeguarsi, sono sempre più rare le occasioni in cui sfoggiare outfit formali o eleganti, quelli per cui la cravatta la fa da protagonista. Ecco dunque che, per partecipare a una riunione o a un colloquio su Zoom, si punta sempre più all’essenzialità rinunciando al rituale “del nodo” a cui ogni uomo, prima o poi, dovrebbe sottoporsi.

LA SPERANZA DEGLI OPERATORI DELLA MODA

E se a far precipitare il consumo di cravatte è stato questo generale cambio di abitudini, gli operatori del settore restano comunque fiduciosi per il futuro e intravedono già i segnali di una ripresa. “La cravatta da giorno sta cambiando”, spiega Silvio Tombolini, direttore marketing e commerciale dell’omonima boutique. “Deve essere sempre più leggera. Con la nostra filosofia Zero Gravity ne abbiamo proposta una morbidissima, usando lane leggere e modelli destrutturati”. Per le cerimonie e nel formale, invece, è fondamentale non rinunciare alle misure tradizionali. E con la ripartenza delle cerimonie, “abbiamo già visto un cambiamento”, continua Tombolini. “C’è richiesta di cravatte colorate, abbinate al gilet. Abbiamo segnali positivi anche per settembre”.

LA CRAVATTA DEL FUTURO

Un ritorno alle “vecchie” abitudini? C’è da augurarselo per ridare ossigeno a un comparto che l’emergenza sanitaria ha messo a dura prova. Quel che sembra certo è che la cravatta “del futuro” dovrà essere sempre più capace di adeguarsi a contesti diversi, rinunciando a rimanere esclusivamente simbolo di eleganza e tradizione.

 

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