Neuberger Berman: non siamo alla fine del rally azionario, la volatilità può essere un’occasione

Scenari di investimento
di Virgilio Chelli 30 Giugno 2021 - 18:30

Erik Knutzen, Chief Investment Officer-Multi-Asset Class di Neuberger Berman, vede un ritorno di mercati “bidirezionali” dopo un lungo periodo a senso unico, ma non siamo alla fine del rally post-pandemia

Dopo quasi un anno di rialzi incessanti, di fronte agli interrogativi su inflazione, ciclo economico e banche centrali, è tornato il “tira e molla” sui mercati che da novembre hanno avuto un andamento unidirezionale dei mercati, con i settori ciclici e le azioni value che hanno trainato le performance azionarie come non si vedeva da anni, mentre i prezzi delle materie prime sono saliti insieme ai rendimenti dei Treasury Usa. Ma i fondamentali a sostegno erano decisamente presenti e fatti di ingenti supporti fiscali, aspettative di inflazione in aumento ma contenute, politiche monetarie estremamente accomodanti, ideali per tenere bassi i tassi a breve e mantenere aperti i rubinetti del credito, cui si aggiunge la forte crescita sia dell’economia che degli utili societari.

VOLATILITÀ IN AUMENTO DI QUI A FINE ANNO

Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman nelle Prospettive settimanali del CIO, sottolinea che oggi, però, su tre di queste caratteristiche di inizio ciclo, aleggiano alcuni interrogativi, e per questo negli ultimi due mesi i mercati hanno preso una piega molto più bidirezionale, e prevede che di qui a fine anno assisteremo a un aumento della volatilità. I mercati sono meccanismi di sconto prospettici, e tendono a prezzare oggi ciò che ritengono possa verificarsi in futuro. E gli investitori hanno già puntato lo sguardo alla metà del 2022, quando la maggior parte delle misure in atto cesseranno, facendo venire meno il sostegno.

INVESTITORI PREOCCUPATI PER LE MOSSE DELLA FED

Secondo Knutzen, i dati provenienti dal fronte economico sono tali da indurre gli investitori a preoccuparsi delle possibili intenzioni della Fed di avviare un ridimensionamento degli acquisti e attuare un primo rialzo dei tassi. Quando a metà giugno il Fomc ha improvvisamente iniziato a usare toni meno accomodanti, ha alimentato queste preoccupazioni, accelerando l’inversione di quei portafogli posizionati sui temi della reflazione e della ripresa. Le curve dei rendimenti si sono appiattite e i tassi di inflazione breakeven sono scesi, le azioni cicliche e value hanno perso terreno rispetto alle growth e difensive, le materie prime hanno incespicato e barcollato per poi cadere, e il dollaro si è rafforzato.

MA NON SIAMO ALLA FINE DEL RALLY POST COVID

Ma l’esperto di Neuberger Berman non ritiene che tutto questo possa significare che siamo di fronte alla fine del rally post-pandemia. Rimangono le incertezze sull’inflazione per capire se sia transitoria o strutturale, e il mercato del lavoro USA pone un interrogativo analogo, perché la disoccupazione sembra inchiodata al 6%, molto al sopra il livello pre-pandemia, forse perché siamo ancora agli inizi della ripresa o magari invece perché tutti i posti di lavoro disponibili sono stati occupati. Rotazioni anche importanti a parte, a livello di indici è accaduto ben poco sui mercati azionari, su cui Knutzen ritiene abbia ancora senso scommettere su una leggera rotazione verso le azioni growth.

FORTE SPINTA DA PIL E UTILI

E questo porta direttamente all’ultima caratteristica di inizio ciclo da tenere a mente, secondo l’esperto di Neuberger Berman, vale a dire la crescita del PIL e degli utili. Su questo fronte, il consenso rimane compatto nel prevedere che la crescita sarà notevole quest’anno e di tutto rispetto nel 2022, mentre secondo alcuni analisti gli utili per azione dell’indice S&P 500 quest’anno aumenteranno del 35% rispetto a all’anno precedente, e se le valutazioni rimanessero invariate questo lascerebbe ancora margine per un ulteriore rialzo di circa 20 punti percentuali.

OPPORTUNITÀ DI ORIENTARE I PORTAFOGLI

Riassumendo, afferma in conclusione l’esperto di Neuberger Berman, anche se nelle ultime settimane il dibattito e le valutazioni dei mercati si stanno muovendo su due traiettorie distinte e non più unidirezionali, su un orizzonte di 12 mesi non si scorgono grandi cambiamenti nei fondamentali. Inoltre, Knutzen ritiene che la volatilità bidirezionale sia uno sviluppo positivo e che potrà far aumentare il numero di opportunità per orientare i portafogli dei clienti verso una maggior esposizione ai titoli value, ciclici e orientati alla ripresa.

Financialounge - Telegram