Quattro temi di investimento per la transizione verde europea

Opportunità da cogliere
di Virgilio Chelli 21 Giugno 2021 - 21:00

Columbia Threadneedle Investments sottolinea l’ingente massa di capitali pubblici e privati che saranno mobilitati e indica Rinnovabili, Mobilità Verde, Idrogeno e Riqualificazione Edilizia come settori favoriti

La spinta in atto in Europa per rendere l’economia della regione più ecocompatibile genererà una nuova gamma di opportunità di investimento nelle infrastrutture. Le autorità europee sono consapevoli che non potranno raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica senza il supporto degli investimenti privati. Considerata l’ambiziosa tabella di marcia del Green Deal nei prossimi 10 anni, questo è il momento giusto per esplorare i principali temi d’investimento. Lo sottolineano in un commento dal titolo “Colmare il deficit europeo di finanziamento delle infrastrutture verdi” Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Ingrid Edmund, Gestore di portafoglio senior, Investimenti in infrastrutture, di Columbia Threadneedle Investments, rilevando che uno dei fattori all’origine della crescita e dell’accelerazione del trend sostenibile è stato il forte supporto politico, soprattutto in Europa.

ENORME APPETITO PER INFRASTRUTTURE VERDI

L’Unione europea è stata una delle prime economie che si è assunta l’impegno di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, ha i piani d’investimento più ambiziosi per la transizione verde, e alcuni osservatori stimano che potrebbe mobilitare fino a 7.000 miliardi di investimenti in infrastrutture, di cui circa 3.000 miliardi da fonti private. Gli obiettivi verdi della Ue non riguardano solo nuovi progetti, ma anche la riconversione di aree industriali. L’enorme appetito dell’Europa per infrastrutture verdi genererà senza dubbio significative opportunità d’investimento, che secondo i due esperti di Columbia attireranno sostanziose iniezioni di capitale privato.

INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI

L’Europa assegna alla transizione climatica un ruolo centrale per favorire la ripresa e la crescita economica, puntando a creare i lavori del futuro e generando un impatto positivo con misure che comprendono la riduzione delle emissioni, l’aumento dell’autosufficienza energetica e bollette più basse. Inizialmente la Ue intendeva mobilitare almeno 1.000 miliardi di investimenti pubblici e privati entro il 2030, ma lo stimolo per mitigare l’impatto della pandemia ha aggiunto altre risorse per 1.850 miliardi di cui circa un quarto circa potrebbe essere destinato a investimenti sostenibili, decidendo inoltre deciso di inserire nel Green Deal il Fondo per una transizione giusta da 17,5 miliardi per mitigare l’impatto sull’economia e sull’occupazione.

QUATTRO GRANDI TEMI D’INVESTIMENTO

Gli esperti di Columbia Threadneedle Investments individuano quattro principali temi d’investimento nell’ambito delle infrastrutture europee, che costituiscono una parte integrante del Green Deal: energie rinnovabili, mobilità ‘verde’, idrogeno come nuova fonte, e patrimonio edilizio. La Ue prevede entro il 2030 il raddoppio dell’elettricità generata da rinnovabili, con massiccio aumento degli d’investimenti delle utility, che secondo stime di AT Kearney porteranno il totale da 60 miliardi del 2020 a 90 miliardi nel 2022 per arrivare il 2030 ad almeno 650 miliardi, che potrebbero salire a 1.000 miliardi. Di conseguenza, secondo Columbia Threadneedle Investments, aumenteranno anche gli utili di società di apparecchiature come il produttore di turbine danese Vestas, che lo scorso anno ha dichiarato una redditività del capitale impiegato intorno al 20%.

VERSO LA MOBILITÀ VERDE

Anche i trasporti sono un elemento centrale del Green Deal, che prevede entro il 2030 almeno 30 milioni di auto a zero emissioni, mentre i viaggi su treni ad alta velocità in tutta Europa raddoppieranno e l’intero trasporto di massa per spostamenti inferiori a 500 chilometri avrà probabilmente un impatto neutro in termini di emissioni. Questi target offrono immediate opportunità di generare rendimenti interessanti per alcune società e settori, come i produttori di attrezzature ferroviarie, mentre la transizione verso veicoli elettrici creerà sfide significative per le case automobilistiche che dovranno sviluppare nuovi veicoli.

OPPORTUNITÀ NELL’IDROGENO

Anche l’idrogeno è divenuto oggetto di crescente interesse malgrado sia più caro di altre fonti, ed inoltre difficile da immagazzinare e trasportare. Ma presenta un enorme potenziale in aree come l’industria pesante, il trasporto stradale e marittimo e lo stoccaggio stagionale. L’Ue mira ad accrescere la quota dell’idrogeno nel mix energetico da meno del 2% attuale al 13-14% al 2050. Tra i progetti in via di realizzazione, Columbia Threadneedle Investments cita quello di Ørsted, impegnata nella costruzione di un impianto di idrogeno da 1 GW nel Mar del Nord olandese, e il progetto HyNet North West di Cadent nel Regno Unito.

PATRIMONIO EDILIZIO DA RIQUALIFICARE

Infine il patrimonio edilizio, oggi per circa tre quarti carente dal punto di vista energetico, che attirerà sostanziosi investimenti di riqualificazione. I principali obiettivi comprendono una riduzione del 60% delle emissioni nel settore immobiliare al 2030 e un calo del 18% dell’energia utilizzata per riscaldamento e aria condizionata, con un raddoppio del tasso di ristrutturazione degli edifici nel prossimo decennio, che richiederà investimenti di 275 miliardi l’anno.

NON TRASCURARE ASPETTO SOCIAL

Il contesto politico favorevole a questo ingente sforzo, secondo Columbia Threadneedle Investments, offrirà opportunità incentrate sulla sostenibilità anche nel segmento delle small e mid cap. Infine, non vanno trascurati gli aspetti Social, perché il rapido progresso verso un’economia a emissioni zero rischia di escludere alcune fasce di popolazione. Di qui l’iniziativa per una transizione giusta nelle aree di occupazione e formazione e nel lavoro, che punta ad assicurare che nessuno resti indietro.

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