L’auto elettrica a guida autonoma di Huawei pronta entro il 2025

Mobilità del futuro
di Mauro Speranza 17 Giugno 2021 - 10:04

La società continua a investire nel settore automobilistico e produrrà la sua auto elettrica a guida autonoma per differenziare il suo business

Huawei accelera sul lancio della sua auto a guida autonoma e potrebbero essere sufficienti solo tre anni di attesa. “L’obiettivo del nostro team è produrre delle vere e proprie autovetture senza conducente nel 2025”, ha dichiarato Wang Jung, dirigente senior dell’unità di veicoli intelligenti della società nel corso di una conferenza stampa, secondo quanto riportato da Automotive News. Secondo Eric Xu, presidente di Huawei, l’auto avrebbe già percorso oltre 1000 chilometri senza interventi umani.

LE SPERIMENTAZIONI

Questo risultato è stato raggiunto dopo un avvio della sperimentazione iniziata già da diverso tempo per Huawei, con la società che recentemente aveva stretto accordi in tal senso con BAIC Group, Chongqing Changan Automobile Co. e Guangzhou Automobile Group Co. per sviluppare veicoli a guida autonoma. La società era già entrata nel settore automobilistico con il lancio del SUV elettrico di medie dimensioni Cyrus, già sul mercato cinese. Secondo Bloomberg, inoltre, la società aveva già investito almeno un miliardo di dollari in questo settore con il fine di stare al passo delle grandi aziende tecnologiche, già molto avanti. Grandi nomi come Tesla, Apple, Baidu e Alphabet, infatti, stanno facendo passi da gigante e l’arrivo sul mercato dei loro veicoli autonomi non sembra più fantascienza.

DIVERSIFICAZIONE DEL BUSINESS PER HUAWEI

La scelta di Huawei di puntare sul settore auto rientra in un’ottica di maggiore differenziazione del suo business, iniziata al tempo della ‘guerra commerciale’ tra Cina e Usa quando il presidente americano era ancora Donald Trump. Il precedessore di Joe Biden aveva definito Huawei una “minaccia per la sicurezza” del suo paese in relazione a possibili rischi legati di spionaggio derivati dagli smartphone prodotti in Cina, colpiti anche da dazi. Il cambio di presidenza negli USA arrivato all’inizio di quest’anno, però, non ha visto nessuna apertura degna di nota da parte della nuova amministrazione, pertanto Huawei sembra proseguire nella sua scelta di diversificazione del business.

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