Verso la ripresa

Natixis IM: con le riaperture azionario favorito, focus su energetici e finanziari

Attenzione concentrata su azionario Europa e debito societario negli emergenti in valuta forte, mentre il dollaro rallenta il calo e i prezzi del petrolio allungano

di Leo Campagna 16 Giugno 2021 - 5:50
Mentre le economie di Stati Uniti, Cina ed Europa stanno accelerando, all’orizzonte si prospetta la riapertura delle economie dei Paesi emergenti. Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution, ha analizzato il posizionamento sulle principali asset class delineando gli aspetti di maggior rilievo: focus sull’azionario Europa e sul debito societario negli emergenti in valuta forte, mentre il dollaro rallenta il calo e i prezzi del petrolio allungano.

DA PRIVILEGIARE I SETTORI CICLICI

Secondo la manager, il miglioramento delle prospettive di crescita sulla scia delle campagne di vaccinazioni e delle riaperture, il sostegno monetario e fiscale e il deciso incremento degli utili dovrebbero continuare a sostenere i mercati azionari. “Sono da privilegiare i settori ciclici come energia, finanziari e i materiali. Gli indici europei ne trarranno beneficio dal momento che risultano più orientati al value: con l'inizio delle erogazioni legate al Recovery fund europeo ci aspettiamo una crescita robusta nella seconda metà dell'anno. Il Giappone dovrebbe registrare una performance in miglioramento con il graduale stemperarsi dell'incertezza relativa alle Olimpiadi e l'accelerazione della campagna di vaccinazione. In generale, sebbene le valutazioni siano alte non risultano ‘estreme’, soprattutto dalla luce delle solide aspettative di crescita degli utili che abbiamo per i prossimi trimestri”, precisa Dwek.

INTERESSE PER IL DEBITO SOCIETARIO EMERGENTE IN VALUTA FORTE

Nell’ambito del reddito fisso, la manager di Natixis guarda con interesse al debito societario negli emergenti in valuta forte, dove il flusso cedolare (carry) è interessante e c'è ulteriore spazio per la compressione degli spread. Per Dwek, è probabile che i prezzi dei Treasury USA incorporino buona parte delle aspettative d'inflazione mentre la Fed dovrebbe rimuovere il supporto monetario solo gradualmente, con il tapering che probabilmente inizierà nel 2022 e i rialzi dei tassi solo l'anno successivo.

PRUDENZA NEI GOVERNATIVI E SELEZIONE NEGLI HIGH YIELD

“Non si può tuttavia escludere un ulteriore rialzo dei tassi e questo impone prudenza sul debito sovrano, in particolare su quello europeo sulla scia anche delle solide prospettive di crescita per l'Europa nei prossimi trimestri”, riferisce la manager. La combinazione di duration elevata e spread molto ridotti negli indici investment grade suggerisce che i margini per assorbire tassi più elevati sono minimi mentre nel segmento high yield la selezione può ancora offrire occasioni.

IL DOLLARO DOVREBBE CONTENERE IL CALO

Sul mercato valutario, il dollaro dovrebbe contenere il calo: le forze che spingono al ribasso (sentiment di propensione al rischio, dati sanitati e macro in miglioramento al di fuori degli Stati Uniti, e rendimenti stabili) saranno contrastate da quelle che sostengono la valuta USA (rafforzamento della crescita e degli utili). “È probabile che il range di trading del dollaro USA rispetto alle principali valute risulti ampio, con alcune valute legate alle materie prime e quelle di specifici mercati emergenti in apprezzamento”,  sottolinea Dwek.

PETROLIO E ORO

A proposito di materie prime, la manager traccia infine le previsioni su petrolio e oro. “Il miglioramento delle prospettive di riapertura anche nei paesi in via di sviluppo dovrebbe permettere ai prezzi del petrolio un ulteriore allungo anche alla luce del fatto che l'OPEC+ mantiene i tagli all'offerta. D’altra parte l'offerta complessiva è abbondante, e questo potrebbe limitare nel tempo il potenziale di apprezzamento. Per quanto riguarda invece l’oro, la riapertura dei mercati emergenti, che alimentano una quota importante della domanda fisica, dovrebbe sostenere il prezzo del metallo prezioso che avrà benefici anche dai bassi rendimenti reali e dalle alte aspettative di inflazione a medio termine”m conclude l’Head of Global Market Strategy di Natixis Investment Managers Solution.
Trending