Misure d'impatto

Ecco come evitare di confondere impact Investing e sostenibilità

L’impact investing e l’investimento sostenibile presentano differenze anche sostanziali. Masja Zandbergen (Robeco) illustra le principali e spiega perché è necessaria una misura efficace per misurare l’impatto

di Leo Campagna 16 Giugno 2021 19:00
financialounge -  ESG Investimenti a impatto Masja Zandbergen Robeco Scenari
financialounge -  ESG Investimenti a impatto Masja Zandbergen Robeco Scenari

Negli ultimi anni si è registrata un’accelerazione dell’impact investing in titoli azionari e obbligazionari quotati. Un fenomeno che tuttavia rischia di essere confuso con l’investimento sostenibile.

OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE (SDG)


“L’impact investing – spiega Masja Zandbergen, Head of Sustainability Integration di Robeco – consiste nell’investire in aziende, fondi e organizzazioni con l’obiettivo di generare un impatto socio-ambientale, assieme a un rendimento finanziario. Consente di perseguire direttamente gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), che si propongono di promuovere la lotta alla povertà (SDG 1 e 2) e la riduzione delle disuguaglianze sociali (SDG 5 e 10) attraverso gli investimenti anziché la beneficenza”. Ciò differisce dall’investimento sostenibile che, tramite l’uso di fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) si propone di ridurre al minimo gli aspetti negativi associati a tutte le attività d’impresa.

DIFFERENZE TRA IMPACT INVESTING E INVESTIMENTO SOSTENIBILE


Per esempio, se si investe in aziende non coinvolte in problemi di corruzione o attente alle questioni ambientali, non è detto che non producano un impatto sul campo. Al contempo, selezionare imprese con il più alto punteggio ESG rispetto ai concorrenti non contribuisce direttamente all’istruzione o alla salute in Africa. “Nei nostri portafogli escludiamo un produttore di tabacco sebbene abbia un punteggio ESG molto alto perché evidenzia un significativo contributo negativo all’SDG 3 (salute e benessere)”, riferisce la manager di Robeco.

IL GLOBAL IMPACT INVESTING NETWORK (GIIN)


Attualmente il Global Impact Investing Network (GIIN), fautore storico dell’investimento ad impatto, sta lavorando alla redazione di una guida all’impact investing in titoli azionari quotati, spiegando come questo differisca dall’investimento sostenibile. “Investire in grandi imprese diversificate e analizzarne tutte le componenti non è semplice. Un’azienda di pannelli solari che non si prendesse cura dell’ambiente, non smaltisse correttamente i suoi rifiuti e non avesse rispetto per le norme di lavoro nella filiera produttiva, evidenzierebbe complessivamente un impatto netto negativo sulla società e sull’ambiente”, puntualizza Zandbergen.

QUADRO SDG PROPRIETARIO


Nel quadro SDG proprietario, Robeco tiene conto di tutti questi aspetti. “Prediligiamo le aziende con più di un terzo dei ricavi generati dal contributo a uno o più obiettivi e che non producono effetti negativi in altre aree del loro business. Crediti extra sono invece attribuiti alle imprese attive in mercati malserviti in base all’Indice di sviluppo umano (Human Development Index). Inoltre selezioniamo società che forniscono prodotti e servizi ampiamente disponibili, con costi efficienti e quelle che implementano la tecnologia a un costo ragionevole”, specifica la manager.

MOLTEPLICI METRICHE PER VALUTARE L’IMPATTO


Un lavoro certosino che, tuttavia, necessita di una misura efficace per misurare l’impatto, al fine di dimostrare che un investimento fa davvero la differenza. “Robeco si è impegnata su questo fronte sviluppando molteplici metriche per calcolare l’impatto che i prodotti e i servizi delle nostre partecipate esercitano sul campo. A questo proposito, prestiamo la massima attenzione alle parole usate nel descrivere le misure d’impatto. Una società finanziaria europea è stata recentemente accusata di aver fatto affermazioni fuorvianti in merito all’impatto quale mezzo per conquistare nuovi clienti. La SEC, negli Stati Uniti, è attenta a segnalare le “affermazioni potenzialmente ingannevoli” dei gestori di fondi sull’uso dichiarato di investimenti sostenibili. Nell’Ue, il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) prevede una vigilanza più attenta in quest’area”, conclude l’ Head of Sustainability Integration di Robeco.
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