Precedenti incoraggianti

Pictet AM: perché gli emergenti faranno meglio dei mercati sviluppati

Patrick Zweifel ritiene che la performance degli emergenti tende a essere positiva con inflazione in salita e forte crescita

di Virgilio Chelli 14 Giugno 2021 - 13:15
Dopo la forte corsa dell'ultimo anno, gli investitori temono che nei prossimi sei trimestri le Economie Emergenti facciano meno bene di quelle sviluppate e che vengano penalizzate da un aumento dei rendimenti dei Treasury USA. Ma il contesto economico pare destinato a rimanere molto favorevole per i Mercati Emergenti, le cui azioni e anche obbligazioni dovrebbero continuare a registrare un andamento eccezionalmente positivo. Lo sostiene nel suo "Monitor dei Mercati Emergenti" Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet Asset Management, secondo cui la performance degli Emergenti tende a essere positiva in un contesto di aumento dell'inflazione e di forte crescita, anche quando i rendimenti obbligazionari salgono e le economie dei mercati sviluppati fanno meglio.

RENDIMENTI ANNUI SUPERIORI AL 20%

L’esperto di Pictet AM spiega che "l'inflazione è amica dei Mercati Emergenti" ricordando che al 1950, quando l'inflazione globale è stata sopra il 2% e il PIL globale sopra la media, la performance delle azioni dei Mercati Emergenti ha superato in maniera significativa quella delle 25 principali classi di attivi, generando rendimenti annui medi ben superiori al 20%. Lo stesso ha fatto anche il debito dei Mercati Emergenti, con le obbligazioni in valuta locale che hanno generato rendimenti annui medi intorno al 14%, più del doppio dei Treasury USA e di gran lunga sopra tutti gli altri strumenti di debito, ad eccezione degli High Yield.

FASE DI ALTA CRESCITA E INFLAZIONE

Le previsioni di Pictet AM suggeriscono che il mondo sta entrando in uno di questi contesti favorevoli, con alta inflazione e forte crescita, in cui prosperano gli attivi dei Mercati Emergenti. Nonostante i dubbi di molti investitori, tutti i segnali indicano che l'inflazione potrebbe essere prossima a tornare. Anche se molti fattori che hanno spinto l’inflazione sono legati all’uscita dalla pandemia, Pictet AM ritiene sempre più probabile che l'epoca dell'inflazione bassa sia finita, per cui è sensato assumere posizioni contro tale rischio.

I QUATTRO MOTORI DEGLI EMERGENTI

La tesi a favore dei mercati emergenti non sembra ancora del tutto scontata, perché le economie dei mercati sviluppati sono destinate a superare quelle emergenti nei prossimi trimestri, esposte al rischio di un aumento dei rendimenti dei Treasury USA. Ma, secondo l’analisi di Pictet AM, la cosa importante non è tanto se i mercati sviluppati cresceranno più o meno degli Emergenti, quanto se questi continueranno a crescere con forza, e qui i dati sono positivi: i quattro principali motori della crescita delle Economia Emergenti sono tutti favorevoli, dal commercio globale in espansione su beni come le materie prime, a una Cina che rimane solida e a un dollaro che sembra destinato a indebolirsi.

LA FORZA DELLE ESPORTAZIONI

L’esperto di Pictet AM sottolinea che le esportazioni globali sono tornate alla media di lungo termine già a febbraio, quasi interamente grazie ai Mercati Emergenti, in un trend che sembra destinato a continuare. L’indicatore di Pictet AM del commercio globale suggerisce che questo sarà il ciclo più forte da quasi 30 anni grazie agli straordinari stimoli fiscali statunitensi, al boom della spesa per gli investimenti dovuto all'aumento degli utili societari e al fatto che la ripresa in Cina sia sempre più trainata dal mercato domestico, innescando così una crescita nelle importazioni.

NON CI SONO RAGIONI PER SVALUTAZIONI

Per finire, Pictet AM prevede un indebolimento del dollaro, che darà un'ulteriore spinta ai prezzi delle materie prime, riducendo inoltre i costi di servizio del debito per gli Emergenti. Anche se è probabile che la forte crescita negli Stati Uniti e inflazione più elevata facciano salire i rendimenti dei Treasury USA, un fattore storicamente avverso agli Emergenti, secondo Pictet AM questa volta la crescita delle Economie Emergenti rimane forte e non c’è motivo per cui le valute di questi Paesi si deprezzino, causando fughe di capitali.
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