BlueBay: debito italiano più vulnerabile a un aumento dei rendimenti

Titoli di Stato
di Leo Campagna 12 Giugno 2021 - 15:00

L’Italia dal punto di vista della sostenibilità fiscale è più vulnerabile a un aumento dei rendimenti, ma secondo BlueBay Asset Management la maggiore coesione europea fa ben sperare

Con il piano vaccinale in significativo miglioramento le economie europee stanno riaprendo e i dati macro recenti non solo confermano il recupero ma hanno sorpreso al rialzo. Un contesto nel quale i rendimenti obbligazionari nel Vecchio Continente sono saliti ingenerando timori sul debito pubblico.

L’ITALIA HA VARATO UN PIANO FISCALE AMBIZIOSO PER LA RIPRESA

“Uno dei Paesi più seguiti è l’Italia che ha varato un piano fiscale ambizioso per la ripresa, con un conseguente maggiore programma di emissioni e un carico di debito più elevato. Una situazione tenuta sotto osservazione dal momento che è anche il Paese che dal punto di vista della sostenibilità fiscale è più vulnerabile a un aumento dei rendimenti” fa sapere Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management, casa d’investimento specializzata nel reddito fisso.

I ‘FALCHI’ DEL NORD E LE ‘COLOMBE’ DEL SUD

A preoccupare i mercati le divisioni politiche in seno alla BCE, tra i ‘falchi’ del nord e le ‘colombe’ del sud, che potrebbero deludere le aspettative in termini di supporto monetario. “Secondo i mercati potrebbe esserci, già nella riunione di settembre, una delusione dal Riesame della strategia di politica monetaria della BCE. A complicare le cose l’inflazione europea che avrà temporaneamente superato il target, lasciando alla banca centrale europea meno margine di manovra rispetto alla Fed”, spiega il manager di BlueBay.

IMPLICAZIONI SUI MERCATI OBBLIGAZIONARI

Uno scenario che non potrà non avere implicazioni sui mercati obbligazionari europei. Per cambiare le dinamiche inflazionistiche attuali è necessario che le banche centrali si svincolino dalle aspettative dei prezzi al consumo. Nel caso della Fed, la traiettoria è già delineata con il tasso di inflazione core che dovrebbe attestarsi oltre il 2% nei prossimi anni. “Se così fosse, verrebbe rispettato il nuovo target che richiede un’inflazione media del 2%, consentendo agli Stati Uniti di uscire dalla repressione finanziaria e di entrare in un contesto di investimento più normale con tassi reali positivi” puntualizza Hense. Non è così, invece, nel caso della BCE ancora dominata dal proprio atteggiamento più conservativo verso le politiche monetarie. Una inclinazione che potrebbe spingere i tassi europei ancora più in territorio negativo durante la prossima contrazione economica.

LA PANDEMIA HA RIAVVICINATO I PAESI EUROPEI

È anche vero, tuttavia, che senza il Regno Unito le divisioni politiche europee sono diminuite, mentre la pandemia ha riavvicinato i Paesi europei e l’integrazione fiscale è stata molto più rapida rispetto al passato. “L’Italia dovrebbe sostenere meno trasferimenti netti agevolando l’uscita del Paese dal deficit di crescita che ha sperimentato negli ultimi anni. Un contributo lo potrebbe fornire anche la politica italiana: è probabile che Draghi rimarrà in carica fino alle prossime elezioni nel 2023, quando potrebbe essere eletto un altro politico centrista” sottolinea il manager di BlueBay.

SPREAD EUROPEI ALL’INTERNO DI UN RANGE LIMITATO

Anche la BCE appare meno divisa. Isabel Schnabel, l’economista tedesca che dal gennaio 2020 è membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha espresso un significativo valore all’interno del board in termini di cooperazione. Al contempo, nonostante l’aumento dell’inflazione, la visione dei ‘falchi’ si è avvicinata molto a quella ‘centrista’ sulle dinamiche inflazionistiche europee. “Tenendo conto di tutte queste considerazioni, ci aspettiamo che gli spread europei, pur rimanendo volatili nei prossimi due mesi, continuino a muoversi all’interno di un range limitato” conclude il Senior Portfolio Manager di BlueBay Asset Management.

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