Borse europee timide sulla scia della paura che la Fed possa allentare gli aiuti

La giornata sui mercati
di Matia Venini 4 Giugno 2021 - 9:27

Inizio di contrattazioni senza entusiasmo per i listini del Vecchio Continente. I dati sull’occupazione Usa potrebbero spingere la banca centrale statunitense a rivedere le politiche accomodanti

Partenza senza entusiasmo per le Borse europee nell’ultimo giorno di contrattazioni della settimana. Piazza Affari ha iniziato gli scambi appena sopra la parità, così come Londra e Madrid. Parigi ha registrato un rialzo dello 0,1%, mentre Francoforte ha aperto segnando una crescita dello 0,2%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi viaggia in leggero calo a 108 punti base. A mercati chiusi è atteso il giudizio dell’agenzia Fitch sul rating sovrano dell’Italia, attualmente a BBB-/stabile.

OGGI I DATI SULL’OCCUPAZIONE USA

Negli Stati Uniti c’è fibrillazione per i dati sul mercato del lavoro di maggio, previsti per oggi. Dopo i numeri incoraggianti usciti giovedì sulle richieste di sussidi di disoccupazione, che per la prima volta dall’inizio della pandemia sono state meno di 400mila, gli investitori hanno grandi aspettative sulla crescita dei posti di lavoro: dopo essere saliti solamente di 218mila unità ad aprile, a maggio gli economisti ne auspicano almeno 600mila.

LA PAURA DEL TAPERING

Un numero talmente alto da fare paura: gli analisti temono infatti che dati troppo positivi possano spingere la Fed a moderare le politiche di sostegno all’economia e anticipare il tapering. La banca centrale statunitense ha già cominciato a fare una piccola retromarcia, annunciando l’intenzione di vendere i bond aziendali e gli Etf acquistati durante la pandemia.

NUOVI COLLOQUI COMMERCIALI USA-CINA

La paura del tapering della Fed frena anche le Borse asiatiche. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso le contrattazioni in ribasso dello 0,4%, l’Hang Seng cede lo 0,2%, mentre Shanghai guadagna lo 0,2% sulla scia degli ultimi colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti, con entrambe le parti che mirano a risolvere i problemi sui dazi.

PETROLIO ANCORA AI MASSIMI DAL 2018

Alla partenza delle contrattazioni il prezzo del petrolio rimane stabile, ma ancora ai massimi degli ultimi due anni e mezzo. Il Wti scambia a 68,8 dollari, mentre il Brent passa di mano a 71,2 dollari al barile. Nel valutario, l’euro inizia la giornata in calo: la moneta unica perde lo 0,16% a 1,21 biglietti verdi.

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