Petrolio, un mondo a zero emissioni spaventa l’Opec

Transizione energetica
di Virgilio Chelli 24 Maggio 2021 - 10:54

Un report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia preoccupa i Paesi produttori di petrolio

Il prezzo del petrolio sembrava partito alla carica ma a 70 dollari, nella versione del benchmark globale Brent, ha incontrato un muro, e il mercato si chiede se e quanta strada possa fare in un’economia globale che sta ripartendo dopo la crisi da covid.

IL REPORT

Il tema non è legato solo alla solidità della ripresa globale, ma anche alla credibilità del percorso verso un mondo a emissioni zero. Nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha pubblicato un report secondo cui una volta raggiunto il target di zero emissioni anche i nuovi investimenti in Oil & Gas dovranno scendere a zero. La cosa non è piaciuta all’Opec, l’organizzazione dei produttori, che ha definito in un memo interno il report ‘destabilizzante’.

MERCATO PIÙ RISTRETTO

A preoccupare la potente (ancora?) Organizzazione è la previsione, sempre dell’AIE, secondo cui in un mondo che consuma sempre meno petrolio la quota prodotta dall’Opec salirà, al 2050, dall’attuale 37% del totale globale al 52%, vale a dire una porzione sempre più grande di un mercato sempre più piccolo. Vorrebbe dire che i paesi Opec sono più lenti dei produttori non-Opec a convertire le proprie economie, e si troveranno con il cerino in mano di una quota sempre più grande di un mercato sempre più in contrazione. E vorrebbe anche dire che i paesi Opec sono destinati a perdere molto del proprio ‘pricing power’, che oggi esercitano aprendo e chiudendo i rubinetti per sostenere i prezzi, a tutto vantaggio dei paesi consumatori.

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