Casa, ecco quando scatta l’esenzione dal pagamento dell’Imu

Fisco e mattone
di Fabrizio Arnhold 21 Maggio 2021 - 12:43

L’Imu accorpa anche la Tasi e non è dovuta per la prima casa. Deve sempre essere il contribuente a dimostrare che l’immobile sia la dimora abituale. Ecco quali sono le aliquote e le scadenze da tenere a mente per pagare l’Imu 2021

Più dell’70% degli italiani vive in case di proprietà. Fenomeno tipicamente italico perché nel resto d’Europa vivere in affitto è prassi piuttosto comune. Secondo i dati Istat riferiti al 2018, più del 70% delle famiglie residenti, pari quasi a 19 milioni di nuclei, vive in casa di proprietà, mentre il 20% circa vive in case in affitto, e il restante 10% vive in abitazioni per cui risulta avere titolo di usufrutto. Non è difficile, quindi, capire perché lo Stato considera la casa come un bene da tassare. Non tutti, però, devono pagare l’Imu (imposta municipale unica). Ecco chi può evitare la gabella.

IMU NON SULLA PRIMA CASA

L’Imu accorpa anche la Tasi e non è dovuta per la prima casa. Sarebbe meglio, però, dire abitazione principale, per l’immobile iscritto nelle categorie catastali dalla A/2 alla A/7 nei casi in cui il proprietario e la sua famiglia vivano abitualmente nella stessa casa presso la quale hanno anche la residenza anagrafica. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare hanno la residenza in immobili diversi, ma nello stesso Comune, solo un immobile sarà esentato dal pagamento dell’Imu.

ESENZIONE DAL PAGAMENTO

Per la prima casa, non si paga l’Imu. Il pagamento avviene solo se l’abitazione è considerata di lusso, quindi compresa nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ossia case signorili, ville e castelli. Nel caso in cui l’abitazione principale rientrasse in queste categorie, allora bisognerà pagare l’Imu. Si può, però, richiedere una detrazione sulla prima casa, il cui importo è definito dal Comune di appartenenza.

LE PERTINENZE DELLA PRIMA CASA

Per pertinenze si intendono box e cantina. Queste godono dell’esenzione dal pagamento nella misura massima di un’unica unità. L’esenzione si applica alle pertinenze di categoria catastale C2, C6 e C7. Anche per quest’anno, è confermata la riduzione del 50% per la casa concessa in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli. La stessa agevolazione, inoltre, si applica anche agli immobili inagibili ed inabitati.

LE SENTENZE

Il contribuente deve sempre dimostrare che l’immobile rappresenta la sua dimora abituale. In tutte le sentenze in tema di imposta sulla casa, come riporta Laleggepertutti.it, questo assunto rimane un punto fermo. “L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale”. (Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605).

DEFINIZIONE DI ABITAZIONE PRINCIPALE

E sulla definizione di abitazione principale, è intervenuta anche questa recente sentenza: “Ai sensi dell’art.13, comma 2, del D.L. n.201 del 2011 per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente, ciò comporta la necessità, al fine dell’esenzione Imu, che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore, quanto il suo nucleo familiare, non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente”. (Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.152).

LE ALIQUOTE

L’aliquota base Imu è fissata all’8,6 per mille. I singoli Comuni possono anche aumentarla, fino a un massimo di due punti, quindi arrivando al valore massimo del 10,6 per mille. Allo stesso modo, con una delibera, i Comuni potranno anche decidere di ridurre l’aliquota, fino ad azzerarla. Per quanto riguarda le abitazioni di lusso che sono anche prima casa, i Comuni potranno aumentare l’aliquota di base pari allo 0,5% solo dello 0,1%. Nella legge di Bilancio 2020 è stato anche stabilito che “i Comuni possono annullare completamente, con apposita delibera del consiglio comunale, l’imposizione di tale fattispecie”.

LE SCADENZE

Per l’anno 2021, è bene tenere a mente due scadenze: la prima rata (acconto Imu) è da versare entro il 16 giugno 2021, mentre la seconda rata (saldo Imu) è da pagare entro il 16 dicembre 2021. L’imposta si può pagare con un bollettino postale compatibile col modello F24, con modello F24 in banca (oppure tramite i servizi di home banking, pagando online) oppure tramite la piattaforma PagoPA. L’acconto Imu non è dovuto dalle partite Iva che hanno beneficato dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni, nel caso siano rispettati i requisiti previsti. L’esonero è previsto unicamente per gli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano l’attività di cui siano anche gestori.

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