La volatilità da inflazione è un’opportunità per aggiungere rischio in portafoglio

Strategie di investimento
di Virgilio Chelli 18 Maggio 2021 - 14:39

Neuberger Berman giudica transitorie possibili sorprese al rialzo dell’inflazione e spiega perché non influiranno comunque sulla ripresa economica a lungo termine

È probabile che le sorprese dal fronte dell’inflazione possano generare volatilità nei mercati, ma si tratta di effetti transitori e poco influenti sulla ripresa a lungo termine. Negli attuali tempi di incertezza, causata da livelli record degli indici azionari, valutazioni elevate, liquidità abbondante e possibilità di assunzione aggressive di rischi assunti, i mercati possono traversare fasi di volatilità. È una situazione che può generare opportunità per aggiungere rischio, in concomitanza con la riapertura e l’espansione della ripresa. I recenti scivoloni si sono verificati dopo che S&P 500 e European STOXX 600 hanno toccato massimi record.

IL PESO DI MOLTE INCERTEZZE

Sono le conclusioni delle ‘Prospettive settimanali del CIO firmate da Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer – Equities di Neuberger Berman, che ricorda che tra le azioni più volatili del momento ci sono i titoli growth tecnologici con multipli elevati e sensibili ai tassi d’interesse, che hanno trainato le performance di indici large-cap statunitensi. Amato aggiunge che le tensioni geopolitiche sono maggiori e le preoccupazioni legate al coronavirus si sono spostate dagli Stati Uniti e dall’Europa all’Asia e, in futuro, saranno legate al debito e alla pressione fiscale derivanti dai pacchetti di stimolo di oggi.

POSSIBILE AUMENTO DELLA VOLATILITÀ

Amato ritiene che l’inflazione stia accelerando e che le sorprese porteranno nei prossimi mesi a un aumento della volatilità sui mercati azionari e obbligazionari, ma aggiunge che non sembra un fenomeno sufficiente per porre fine alla fase di ripresa. L’esperto di Neuberger Berman passa in rassegna gli ultimi dati Usa soffermandosi in particolare sull’occupazione, dove si è creato un collo di bottiglia in termini di offerta di lavoro, che si aggiunge a quelli che si sono creati nelle supply chain, con possibili ripercussioni di carattere inflazionistico da giudicare comunque transitorie.

IL RECUPERO DELL’OCCUPAZIONE

Il gap occupazionale da recuperare nel settore alberghiero e ricreativo si è molto ridotto a 2,8 milioni di posti con effetti sull’inflazione salariale complessiva, in una dinamica che si sposa bene con la spinta verso la riapertura, come anche i fattori sottostanti all’indice dei prezzi al consumo statunitense. Un’inflazione al 4,2% ad aprile è stata sorprendente, ma dovuto soprattutto al settore delle auto usate, del noleggio di auto e furgoni, del trasporto pubblico, delle tariffe aeree, dagli hotel e dai servizi ricreativi, mentre ad esempio affitti e prestazioni mediche non hanno subito variazioni di rilievo.

AGGIUSTAMENTI DEI PORTAFOGLI OBBLIGAZIONARI

Sempre in tema di inflazione, Amato riporta l’ultima riflessione del team obbligazionario di Neuberger Berman secondo cui molti dei portafogli dei clienti hanno tratto beneficio dal rialzo significativo dell’inflazione di equilibrio negli Stati Uniti e in Europa, e ora stanno riducendo l’esposizione alla curva dei rendimenti a 5 – 10 anni, in favore del segmento a 30 anni. Gli investitori ritengono di aver scontato l’inflazione elevata legata alla riapertura, ma non quella moderata e strutturale derivante dal ritiro dei Baby Boomer dal mercato del lavoro e dalla mancanza di competenze in un’economia sempre più automatizzata.

UNA VIEW VICINA A QUELLA DELLA FED

Questo avvicina la view di Neuberger Berman alla posizione della Fed, anche se con meno certezze, perché gli squilibri nel mercato del lavoro, i colli di bottiglia delle supply chain e la carenza di materie prime potrebbero generare nuove spinte inflazionistiche al picco della domanda in estate, anche se è probabile che la situazione migliori con l’estensione della riapertura. In conclusione, Amato ritiene che l’inflazione abbia raggiunto un importante punto di inversione e che possa diventare strutturalmente più elevata rispetto all’ultimo ciclo, ma non tanto da creare forti disagi nei mercati. Da qui la nostra view positiva sugli asset rischiosi e titoli azionari, perché la domanda è solida e le aziende traggono vantaggio da un’inflazione moderatamente più alta quando pubblicano i dati sui ricavi e utili in termini nominali.

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