Stop a pagamenti in Bitcoin per Tesla

Alto impatto ambientale
di Fabrizio Arnhold 13 Maggio 2021 - 9:40

Le criptomonete inquinano troppo e non si potranno più usare per pagare una nuova auto elettrica. Ma nel lungo periodo per Musk le valute digitali restano “una buona idea”, a patto che si riduca l’impatto ambientale

Inquinano troppo. Ecco perché Tesla non accetterà più pagamenti in Bitcoin per l’acquisto delle auto elettriche. Lo conferma il ceo del marchio di auto elettriche americano, Elon Musk, che in un tweet ha sottolineato proprio le preoccupazioni per l’impatto ambientale delle criptomonete. E il prezzo del Bitcoin crolla dell’11%.

L’IMPATTO AMBIENTALE

Nell’annuncio social, Musk ha fatto sapere che smetterà di accettare la criptomoneta per l’acquisto dei suoi veicoli elettrici. Il motivo? L’attività di mining inquina troppo perché serve troppa energia elettrica, prodotta da fonti fossili, dannosa per l’ambiente. “Tesla ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di bitcoin”, a fronte “dell’uso in rapida crescita di fonti fossili per il mining” della valuta, si legge nel tweet.

IL CALO DELLE QUOTAZIONI

Non è certo la prima volta. Quando Musk parla di criptomonete, le quotazioni oscillano. Il Bitcoin scende dell’11%, sotto quota 50mila dollari. L’Ethereum perde il 9%, il Ripple cede il 10% circa, e cala anche il tanto discusso Dogecoin. Solo qualche settimana fa, dopo l’annuncio che Tesla aveva investito 1,5 miliardi di dollari nella moneta digitale, con la possibilità di pagare anche in cripto le auto, le quotazioni erano cresciute sensibilmente.

“RESTANO UNA BUONA IDEA”

Non si tratta però di una bocciatura definitiva. Musk ha precisato che non cederà il patrimonio di Bitcoin nel quale ha investito perché nel lungo periodo le criptomonete restano “una buona idea” con “un futuro promettente ma non a spese dell’ambiente”. Il nodo da sciogliere resta quella del consumo energetico: “Quando ci sarà stata una transizione del mining verso fonti di energia più sostenibili”. Nel frattempo, Tesla considererà altre valute digitali rivali che impieghino “meno dell’1% dell’energia del Bitcoin per transazione”.

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