LiveWire diventa il marchio autonomo di Harley-Davidson per l’elettrico

Tradizione e innovazione
di Matia Venini 11 Maggio 2021 - 10:50

La casa madre scorpora la divisione elettrica per attirare clienti più giovani. Il lancio del primo veicolo previsto per luglio

LiveWire, la divisione elettrica di Harley-Davidson, è pronta a staccarsi da casa madre e a diventare un marchio autonomo. Lo ha annunciato la stessa società di produzione di moto, che prevede di lanciare il primo veicolo elettrico a due ruote del nuovo brand l’8 luglio, in concomitanza con l’inizio dell’International Motorcycle Show 2021.

IL PRIMO TENTATIVO

Harley-Davidson aveva presentato la sua prima motocicletta elettrica brandizzata LiveWire nel 2018, con un prezzo di listino che sfiorava i 30mila dollari. A causa soprattutto del costo proibitivo, non lontano da quello di una Tesla, e di una breve interruzione della produzione dovuto a un problema di ricarica, il modello non ebbe particolare successo. Ora la società ci riprova scorporando il marchio elettrico dalla casa madre, come già aveva fatto con Serial 1, il ramo dedicato alle eBike, le biciclette elettriche.

UN RAPPORTO SIMBIOTICO

Le due realtà lavoreranno comunque a stretto contatto, condividendo i progressi tecnologici l’una dell’altra. “LiveWire innoverà e svilupperà la tecnologia che sarà applicabile alle motociclette elettriche Harley-Davidson in futuro e trarrà vantaggio dall’esperienza ingegneristica, dall’impronta produttiva, dall’infrastruttura della catena di fornitura e dalle capacità logistiche globali della casa madre”, ha dichiarato Jochen Zeitz, presidente e CEO di Harley-Davidson. LiveWire avrà degli showroom dedicati e una sede “virtuale” con produzione nella Silicon Valley e a Milwaukee.

LA CRISI

La mossa di Harley-Davidson punta anche ad attirare motociclisti più giovani, poco legati alla tradizione e alla storia dell’iconica azienda statunitense. Il nucleo centrale dei suoi clienti sono infatti ancora i baby-boomer. Negli ultimi anni le vendite della società hanno avuto delle difficoltà. Nel 2020 il fatturato è diminuito di quasi il 24% rispetto all’anno precedente, un risultato dovuto principalmente alla crisi economica scatenata dal Covid. La scorsa estate, l’azienda è stata anche costretta a tagliare 700 posti di lavoro in tutto il mondo.

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