BlackRock: il mercato sovrastima la reattività della Fed a strappi dell’inflazione

Ripresa sopravvalutata?
di Virgilio Chelli 11 Maggio 2021 - 18:00

Il BlackRock Investment Institute mantiene la propria linea pro-rischio, nella convinzione che la Fed terrà la barra diritta nel tollerare inflazione sopra il target, e giudica sostanzialmente immotivati i timori di mercato

La Fed sta cercando di dare la maggior credibilità possibile al nuovo approccio tollerante sull’inflazione e ha posto molto in alto l’asticella per un cambiamento della politica ultra espansiva. Questo implica che se anche dovessero uscire dati sorprendenti al rialzo sull’inflazione nei prossimi mesi non impatteranno sull’outlook dei tassi di interesse della banca centrale. Per l’investitore questo implica di mantenere un atteggiamento pro-rischio, con un focus che si sposta dalla forza della ripartenza economica al fatto che i mercati non stanno interamente apprezzando l’impegno della Fed nella sua nuova strategia. I rischi riguardano possibili reazioni eccessive del mercato al rimbalzo della crescita e possibili peggioramenti delle dinamiche del virus.

LA FED NON SI FARÀ INFLUENZARE DAI DATI A BREVE

Sono le conclusioni cui giunge il BlackRock Investment Institute nel suo commento settimanale di mercato esprimendo la convinzione che strappi temporanei dell’inflazione non colmeranno il gap pluriennale accumulato ma condurranno semplicemente a un graduale rialzo di medio termine. Su un orizzonte strategico, BlackRock continua a sottopesare i bond governativi con una preferenza per i titoli con protezione dall’inflazione. I punti chiave da tenere fermi per BlackRock sono il fatto che i mercati non prezzano ancora correttamente la determinazione della Fed, che non si farà influenzare troppo dai dati sull’attività economica a breve termine.

INTENZIONE DI RESTARE DIETRO LA CURVA

È da inizio anno che i mercati stanno prezzando eccessivamente il possibile abbandono della politica dei tassi zero già dal prossimo anno. BlackRock avverte che non bisogna estrapolare dai dati sull’attività economica a breve termine troppe indicazioni sulla politica futura della Fed. La banca centrale ha reiterato più volte l’intenzione di restare “dietro la curva” sull’inflazione, lasciando che recuperi lo spazio perso su un arco pluriennale. Il mercato guarda a questa linea con un certo scetticismo influenzato dalla potenza della ripartenza dell’economia, predisponendosi a un cambio di politica in vista.

SOPRAVVALUTATA LA POTENZA DELLA RIPRESA

Secondo BlackRock questa disconnessione ha due ragioni: la prima è rappresentata da una valutazione eccessiva della potenza della ripresa, che a questo livello sarà invece transitoria come transitorio è stato lo shock da pandemia, mentre in secondo luogo si continua a guardare alla banca centrale con le lenti della sua politica del passato, sottostimando la determinazione a lasciar invece correre l’inflazione oltre il target fissato dalla stessa Fed. Per questo, secondo BlackRock, il tapering della Fed non è affatto imminente, ma c’è il rischio che continuare a parlarne, anche da parte di esponenti della Fed, faccia salire la volatilità dei mercati.

SOLO UNA VIOLENTA SPIRALE POTREBBE CAMBIARE LA SITUAZIONE

Secondo BlackRock, prima che la Fed cominci a pensare all’uscita dall’attuale politica ultra accomodante devono concretizzarsi due importanti sviluppi. Il primo è che l’indice dei prezzi legato al core delle spese dei consumatori, noto come PCE e indicatore privilegiato per la Fed, resti attorno al target di inflazione del 2% per un periodo di tempo prolungato. Il secondo sviluppo è che le stime di inflazione futura della stessa Fed crescano dai livelli attuali e puntino a un periodo prolungato di inflazione moderatamente al di sopra del target. Solo una decisa spirale inflazionistica alimentata da prezzi e salari, messa in moto dai comportamenti dei consumatori e delle imprese, potrebbe potenzialmente modificare la situazione e eventualmente indurre la Fed and anticipare la propria tabella di marcia.

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