Goldman Sachs: il rame è il nuovo petrolio, boom della domanda (+600%) entro il 2030

Materie prime
di Virgilio Chelli 15 Aprile 2021 - 12:08

Il rame è destinato a essere un protagonista della transizione verde con un ruolo chiave per raggiungere gli obiettivi fissati nell’Accordo di Parigi

Dopo un anno di pandemia, con la distruzione delle catene produttive globali che è seguita, non è mai stato così importante assicurarsi le materie prime chiave per contrastare i problemi della società, a partire dalla sfida più importante del nostro tempo, il cambiamento climatico. In questa prospettiva il rame ha un ruolo chiave per conseguire gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi, in quanto il percorso verso l’abbattimento delle emissioni passa per l’elettrificazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Lo sostiene un report di Goldman Sachs Commodities Research, firmato da Nicholas Snowdon, Daniel Sharp e Jeffrey Currie, secondo cui non c’è decarbonizzazione senza rame.

IL RUOLO DEI METALLI “VERDI”

Anche se “rosso”, il metallo rappresenta infatti il miglior materiale conduttore in termini di costi e efficienza e quindi è al cuore di tutte le attività dirette a produrre, immagazzinare e trasportare le nuove fonti “verdi” di energia. Senza un incremento sostanziale dell’utilizzo di rame e altri metalli chiave, la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili non può diventare realtà. E secondo gli esperti di Goldman Sachs non si presta ancora la necessaria attenzione alla necessità di assicurarsi le risorse necessarie alla realizzazione di una nuova infrastruttura energetica sostenibile. Per questo il cammino della transizione energetica sosterrà un mercato rialzista delle commodity, e in particolare dei metalli “verdi”, a cominciare dal rame.

USO SU TUTTO LE SPETTRO DELLE RINNOVABILI

In tutto lo spettro delle rinnovabili, dal solare fino all’eolico, il rame è essenziale per il trasporto dell’energia dalla fonte all’utilizzatore finale, sia esso il veicolo elettrico o il riscaldamento delle abitazioni. Secondo i modelli elaborati da Goldman Sachs, da qui al 2030 la domanda di rame per la transizione energetica è destinate a crescere di quasi il 600% in uno scenario base e del 900% nel caso di iper-adozione di rinnovabili. In pratica si tratta di un incremento della domanda di rame comparabile se non superiore a quella indotta dalla crescita economica cinese all’inizio del millennio.

PREZZO ANCORA TROPPO BASSO

Ma il mercato del rame non è preparato per un ruolo così importante, soprattutto dopo un decennio di prezzi deboli e di preoccupazioni degli investitori legate ai fattori ESG. Nonostante il rally dell’80% messo a segno dai prezzi del rame negli ultimi 12 mesi, Goldman Sachs stima che l’insufficienza dell’offerta sia destinata a permanere a livelli elevati spingendo i prezzi in ulteriore forte rialzo, il che dovrebbe andare a beneficio di nuovi investimenti, necessari a soddisfare la domanda. Goldman Sachs stima che i prezzi del rame debbano arrivare a 15.000 dollari alla tonnellata dall’attuale livello intorno a 9.000 dollari, per motivare i necessari investimenti produttivi. In ogni caso Goldman ha innalzato il proprio target di prezzo a 12 mesi a 11.000 dollari.

I 4 GRANDI VANTAGGI DEL RAME

Il report di Goldman Sachs spiega anche in una scheda i quattro motivi per cui il rame è così essenziale per la transizione energetica verde. Il primo è l’estrema duttilità del metallo, che ne rende versatile l’utilizzo grazie a caratteristiche simili a oro e argento, che non sono però altrettanto disponibili. Poi il rame vanta una conduttività elettrica molto alta che ne fa il più efficace mezzo di trasporto dell’energia. Conduttività non solo elettrica ma anche termica, seconda solo a quella dell’argento. Infine la bassa reattività, il che vuol dire che resiste molto bene alla corrosione naturale, come l’acciaio inossidabile, che però è molto meno duttile e ha una conduttività termica trenta volte inferiore.

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