È partito il super-ciclo dei semiconduttori, motore della ripresa globale

I vincitori
di Virgilio Chelli 13 Aprile 2021 - 11:37

PIMCO, prevede che la carenza globale di chip durerà con implicazioni significative su inflazione, utili aziendali, occupazione e anche sicurezza nazionale

La mutazione globale di produzioni, consumi e stili di vita indotta dalla pandemia ha determinato una carenza globale di semiconduttori, i chip che alimentano tutto, dalle automobili all’elettronica di consumo, come PC, console e smartphone, destinata a durare, con implicazioni significative per l’inflazione gli utili delle aziende, l’occupazione, e persino la sicurezza nazionale. Lo sottolinea Geraldine Sundstrom, Portfolio Manager Asset Allocation di PIMCO, che in un commento prevede un ‘superciclo’ dei semiconduttori. Anche se il collo di bottiglia dei chip si allenterà nella seconda metà dell’anno, in particolare per le aziende automobilistiche, una domanda più elevata di semiconduttori è infatti destinata a rimanere.

DUE FATTORI SPINGONO LA DOMANDA

Nel lungo termine, l’esperta di PIMCO si aspetta un superciclo dei semiconduttori con una domanda continua da fonti tradizionali, come l’elettronica di consumo, integrata da una domanda crescente da fonti più recenti, come l’utilizzo di chip nel campo dell’intelligenza artificiale, guidato da due fattori chiave: l’interruzione causata da COVID-19 delle dinamiche di domanda e offerta, e le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina. Durante la pandemia, milioni di persone sono state costrette a lavorare e studiare da casa, le spedizioni globali di PC sono cresciute del 10,7% nel quarto trimestre 2020 e del 4,8% per l’intero anno, con 275 milioni di unità, la crescita più alta degli ultimi 10 anni.

LA DOMANDA DEL SETTORE AUTO

Allo stesso tempo, prosegue l’analisi di Sundstrom, la domanda di chip automobilistici è diminuita per il calo degli ordini di nuove auto nella prima metà del 2020, mentre i produttori di semiconduttori hanno spostato la capacità verso i prodotti di consumo, più sofisticati e con margini migliori. Ma questo ha portato a una carenza di capacità per la produzione di chip industriali, e quando la domanda del settore auto è rimbalzata nella seconda metà del 2020, l’offerta non è riuscita a soddisfarla.

L’IMPATTO DELLE RESTRIZIONI USA

La maggior parte dei produttori di chip cinesi si affida a software e macchinari statunitensi, e dopo le restrizioni americane all’export di tecnologia in Cina nel 2019, le aziende cinesi hanno iniziato ad accumulare scorte. Oltre l’83% delle entrate globali dei produttori di chip è generato da aziende di Taiwan e Corea del Sud, con una concentrazione ancora maggiore nei chip d’avanguardia. Un primo effetto della carenza globale di chip è stata la pressione sui prezzi dell’hardware informatico, che secondo PIMCO potrebbe essere un fenomeno a lungo termine e creare una maggiore barriera all’entrata. Anche i produttori cinesi di elettrodomestici hanno iniziato ad annunciare notevoli aumenti di prezzo per la prima volta in decenni, riflettendo in parte anche un’offerta insufficiente di materie prime, come i substrati o i wafer.

LE IMPLICAZIONI MACROECONOMICHE

L’implicazione macroeconomica sottolineata dall’esperta di PIMCO è che le carenze di fornitura potrebbero far aumentare i prezzi e ridurre le vendite al dettaglio, e i margini, per i dispositivi ad alta intensità di semiconduttori, che sono per questo un elemento chiave della ripresa, ponendo il settore in una buona posizione per beneficiare di tendenze come l’efficienza energetica, il 5G e la produzione di veicoli elettrici. Sundstrom prevede che Taiwan, Corea del Sud e Cina continueranno a guidare gli investimenti capitale per la produzione di semiconduttori, rappresentando oltre il 70% a livello globale nel 2021. Altri vincitori della carenza globale di chip saranno probabilmente i produttori di attrezzature per semiconduttori e le aziende leader di mercato che hanno un migliore potere contrattuale per assicurarsi i chip.

I FATTORI DI RISCHIO PER L’INVESTITORE

Nel complesso, PIMCO prevede che la spesa tecnologica globale sia destinata a crescere, spingendo la domanda di semiconduttori e portando il settore a una crescita superiore al trend, e suggerisce agli investitori di tenere d’occhio alcuni rischi chiave, come la domanda del settore auto e le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Inoltre vede nel percorso della Cina verso l’autosufficienza nei semiconduttori un rischio a medio-lungo termine, che potrebbe cambiare profondamente il panorama competitivo, così come qualsiasi carenza di materiali e componenti.

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