Azionario India, ecco dove investire e perché

Mercati emergenti
di Virgilio Chelli 12 Aprile 2021 - 17:30

Capital Group segnala opportunità nell’e-commerce con titoli come il campione nazionale Reliance Industries e la sua piattaforma mobile Jio, e nelle costruzioni con Godrej Properties, Sobha e Brigade

L’industria manifatturiera e i settori dell’edilizia e delle infrastrutture indiani sono reduci da un decennio difficile che ha pesato sulla crescita, con il PIL che nel 2019 ha rallentato al minimo decennale del 4,2%. Ma l’aggressiva riduzione dei costi degli ultimi anni ha gettato le basi per il cambiamento grazie anche alle necessarie riforme del lavoro attuate dal governo. Il risultato si concretizza in bilanci delle banche più sani e costo meno caro del denaro, che potrebbe favorire l’ingresso del manifatturiero indiano in un periodo di crescita pluriennale con ripresa dei margini, dei profitti e del rendimento del capitale investito, mentre le vaccinazioni anti-Covid stanno ripristinando la fiducia dei consumatori.

RESILIENTE NELLA PANDEMIA

Lo sottolinea un’analisi di Anirudha Dutta, Economista di Capital Group, secondo cui l’India si è mostrata resiliente nella pandemia, malgrado le previsioni funeste, e l’economia si è ripresa più rapidamente del previsto. Ora il sentiment di imprenditori e società presenta lo slancio positivo che negli ultimi anni è mancato e per vari settori è iniziata la normalizzazione, con attività manifatturiera, ordini all’export e le vendite di immobili e veicoli tutti migliorati. Anche l’approccio del governo stia cambiando e dopo aver cercato di “ripulire” il sistema, come ha fatto con successo negli ultimi sei anni, ora sembra puntare alla crescita, lavorando con il settore privato per stimolare l’economia.

INCENTIVI PER I PRODUTTORI STRANIERI

Dutta ricorda che l’India ha recentemente annunciato un programma di incentivi per incoraggiare i produttori stranieri di telefoni cellulari, prodotti farmaceutici e dispositivi medici a sviluppare una presenza nel paese e spingere i produttori nazionali ad espandersi, mentre la spesa pubblica si è indirizzata a infrastrutture e crescita. Ora la ripresa in atto, insieme ai bassi tassi di interesse, potrebbe dare vita a un circolo virtuoso e consentire al PIL di raggiungere le due cifre nel 2022, per poi stabilizzarsi in un range tra il 6% e l’8% negli anni successivi. E alcuni settori chiave avranno un ruolo chiave sia in termini di progresso che di opportunità di investimento.

FORTE COMPETIZIONE NELL’E-COMMERCE

Tra questi Dutta segnala in primo luogo l’e-commerce, diventato un campo di battaglia molto conteso, sulla spinta della trasformazione digitale che sta procedendo a un ritmo sostenuto, con le aziende tecnologiche nazionali che sfidano le multinazionali per accaparrarsi una fetta del grande e giovane mercato dei consumi. Reliance Industries, grande nome dell’Oil&Gas che si è trasformato in un campione tecnologico, è al centro della mischia, con il suo servizio mobile Jio lanciato nel 2016 che ha recentemente superato i 400 milioni di abbonati. Reliance ha scelto di collaborare con le multinazionali globali alla ricerca di un punto di accesso all’India, ha chiuso una partnership strategica con Facebook e sta collaborando con Google per sviluppare uno smartphone Android a basso costo.

BANCHE A DUE VELOCITÀ

Poi c’è un sistema bancario definito da Dutta a due velocità, con le banche statali appesantite dai più alti tassi di prestiti inesigibili al mondo, mentre le banche private più grandi stanno aumentando i profitti e guadagnando quote di mercato, ben posizionate anche nel settore degli immobili residenziali, che ha visto alcuni grandi costruttori regionali organizzati, tra cui Godrej Properties, Sobha Ltd. e Brigade Enterprises, tra i sopravvissuti. Secondo Dutta, una rapida ripresa potrebbe stimolare nuova domanda di abitazioni, con opportunità anche per i produttori di cemento, vernici, piastrelle o elettrodomestici.

BENI DI CONSUMO DOMINATI DALLE MULTINAZIONALI

Infine il mercato dei beni di consumo, tradizionalmente dominato da filiali di multinazionali come Unilever. Pepsi, Nestlé, Mondelez e Coca-Cola. L’area è in forte crescita e vedrà probabilmente l’emergere di nuovi attori nazionali oltre all’ingresso di altre multinazionali. Dutta sottolinea la qualità di primo livello del management delle aziende private indiane, ben posizionate per una crescita di fatturato e utili più rapida di molti pari dei mercati globali ed emergenti, a fronte di un mercato azionario ancora relativamente piccolo rispetto alle dimensioni e al potenziale dell’economia.

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