Azioni cinesi, la stretta al credito non intacca la validità dell’investimento

La mossa di Pechino
di Virgilio Chelli 11 Aprile 2021 - 15:00

Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, sottolinea che l’azionario cinese resta un tema di investimento strutturale, anche per la spinta propulsiva dei settori ad alta innovazione

All’inizio di aprile le Autorità cinesi hanno fissato limiti all’erogazione di credito da parte delle banche, con l’obiettivo di evitare il surriscaldamento dell’economia. Ma anche alla luce di questo sviluppo, il tema d’investimento sull’azionario del gigante asiatico rimane valido. Lo sottolinea in un commento Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, mettendo in rilievo il ruolo del Paese sulla scena globale e la sua spinta propulsiva, particolarmente evidente nei settori ad alta innovazione. Anniballe avverte però che rischi e volatilità potrebbero aumentare in uno scenario meno accomodante, ma ricorda che gli indici azionari cinesi sono reduci dal ritracciamento di febbraio-marzo nell’ordine del 15-20% sulle borse di Shanghai e Shenzen, che ha corretto alcuni eccessi precedenti.

MULTIPLI GIUSTIFICATI DAGLI UTILI

Allo stato attuale, secondo l’esperto di GAM SGR, il rapporto prezzo/utili dell’indice CSI300 è di 14,5, ancora superiore alla media storica degli ultimi 15 anni, ma anche a fronte di una crescita attesa degli utili confortante per l’anno in corso pari a quasi il 30% e anche per il prossimo nella misura più contenuta del +6%. La Banca Centrale Cinese ha motivato le limitazioni all’offerta di credito imposta ai 24 principali istituti con il rischio di formazione di bolle. Anniballe stima che la richiesta si dovrebbe tradurre in una crescita del credito per l’anno in corso ridotta al 10%, significativamente sotto il +16% rilevato dai dati ufficiali dei primi due mesi dell’anno.

PASSAGGIO DI TESTIMONE TRA CINA E USA

La frenata dovrebbe limitare l’esuberanza di un mercato immobiliare che ha segnato un +130% di compravendite a gennaio-febbraio e un indebitamento totale del Paese arrivato al 266% del PIL nazionale tra settore pubblico e privato. Anniballe osserva anche che da anni si è stabilito un legame tra l’impulso dato dal credito alla crescita cinese e il ciclo globale, con le fasi di forte o debole accumulazione di credito in Cina che si riverberano sugli indicatori economici del resto del mondo. La mossa restrittiva delle Autorità cinesi arriva in antitesi con il terzo pacchetto fiscale in preparazione negli Stati Uniti, e secondo l’esperto di GAM SGR può rappresentare un “passaggio di testimone” fra le due potenze nel ruolo di traino dell’espansione globale.

EFFETTI SUI PREZZI DELLE MATERIE PRIME

In una prospettiva di più lungo respiro, secondo Anniballe una politica cinese meno accomodante potrebbe avere effetti sui prezzi delle materie prime, limitando l’esportazione di inflazione verso il resto del mondo, un aspetto da tenere nel dovuto conto perché costituirà un vento contrario per i “reflationary trade”, che negli ultimi mesi hanno favorito lo stile d’investimento value rispetto al growth, e in particolare per i settori dell’energia, dei materiali e finanziario, dei metalli industriali e del petrolio.

NON INSEGUIRE IL BREVE TERMINE

In conclusione, l’analisi dell’esperto di GAM SGR conferma ancora una volta la necessità di mantenere un posizionamento in portafoglio equilibrato fra i due stili d’investimento e di non inseguire, in questa fase delicata, movimenti di breve termine.

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