Il bipolarismo USA-Cina favorisce gli investimenti nei mercati emergenti

Nuove opportunità
di Virgilio Chelli 30 Marzo 2021 - 19:00

Secondo gli esperti di Pictet Asset Management la ripresa a due velocità che vede l’Europa restare indietro favorisce invece i Mercati Emergenti che si trovano su un percorso di crescita strutturale più veloce

La pandemia restituisce un mondo a due velocità con una ripresa meno netta in Europa continentale, mentre la parte di mondo virtuosa è guidata da Stati Uniti e Cina, che guidavano anche prima del Covid e che nonostante divergenze e tensioni paiono ancora oggi strettamente connessi. Il colosso asiatico marcia speditamente, sostenuto da produzione industriale e esportazioni, mentre quello statunitense è trainato dai consumi e per soddisfarli si rivolge ai beni importati, principalmente provenienti dalla Cina.

FONDAMENTALE IL COMMERCIO GLOBALE

Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, partono dal tema dell’interdipendenza Cina-Stati Uniti per sottolineare che il commercio globale giocherà un ruolo fondamentale anche nella ripresa post-Covid e non potrà che portare beneficio ai Paesi Emergenti. Questi Paesi si trovano su un percorso di crescita tendenziale strutturalmente più elevato dei Paesi avanzati e il differenziale si è ampliato nell’ultimo anno, perché molti Stati in via di sviluppo, soprattutto asiatici, sono stati capaci di gestire meglio la pandemia e le loro economie ne stanno beneficiando.

SORPASSO NEL PIL GLOBALE

Nel 2020 i mercati emergenti sono arrivati a contribuire per il 50% al PIL globale, e secondo le stime di Pictet AM arriveranno al 57% entro il 2030. Nell’area emergente già oggi viene realizzato il 53% dei profitti aziendali al che si aggiunge una poderosa spinta demografica. Se il sorpasso economico è ormai prossimo, più lento è quello sui mercati finanziari, osservano i due esperti di Pictet AM, sottolineando che gli strumenti di investimento negli Emergenti hanno un grande potenziale ma sono anche soggetti a repentine correzioni, che tendono a ripetersi con una certa frequenza ogni 2-3 anni, scoraggiando gli investitori.

GRANDE DISPERSIONE DI PERFORMANCE

Un altro elemento che complica le scelte di investimento è la grande dispersione di performance tra i Mercati Emergenti: negli ultimi 10 anni, tra le asset class che hanno fatto meglio e quelle con la peggior performance c’è stata una differenza del 30% in media, con picchi fino al 50-60%. Secondo gli esperti di Pictet AM questo riflette il fatto che l’universo emergente è popolato da un’ampia varietà di attività finanziarie in molti casi decorrelate tra loro, fatta di azioni, debito governativo in dollari e in valuta locale, obbligazioni societarie, valute, materie prime.

NECESSARIO UN APPROCCIO MULTI-ASSET

La conclusione dell’analisi degli esperti di Pictet AM è che queste peculiarità, che caratterizzano gli strumenti finanziari dei Paesi Emergenti, supportano la validità di un approccio multi-asset agli investimenti. Un approccio che consente di sfruttare la massima diversificazione tra Paesi, settori e asset class, in modo tale da ridurre il rischio e, al tempo stesso, risolvere il problema di dover decidere dove, come e quando investire in questo variegato universo.

Per approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.

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