Jack Dorsey mette in vendita il suo primo tweet con un NFT

Un nuovo strumento
di Matia Venini 8 Marzo 2021 - 12:58

Il CEO di Twitter vende il suo “cimelio digitale” grazie a una tipologia di certificazione di possesso basata su blockchain

“Just setting up my twttr”. Era il 21 marzo del 2006 quando il CEO di Twitter Jack Dorsey pubblicò il suo primo “cinguettio”, lanciando così la piattaforma che in poco tempo sarebbe diventata uno dei social network più popolari del pianeta. Quindici anni dopo, il numero uno della società con sede a San Francisco ha messo in vendita il suo “cimelio digitale” firmandolo con un NFT, una tipologia di certificazione basata su blockchain, grazie al quale l’acquirente potrà rivendicarne il possesso.

COME FUNZIONANO

Gli NFT (non fungible token) si basano sullo stesso principio dei Bitcoin e vengono utilizzati soprattutto per vendere arte digitale. Sono firme virtuali regolate su calcoli distribuiti in rete che hanno forza di contratti di acquisto. Una volta che un NFT viene legato a un insieme di bit, questo diventa immediatamente unico nel suo genere. Non importa quante copie esistano su internet dello stesso prodotto: chi è in possesso del relativo non fungible token può reclamare il possesso dell’originale.

I PRECEDENTI

Non è il primo caso di oggetto virtuale messo in vendita con NFT. Il mese scorso un collage di cinquemila immagini catturate in tredici anni da Mike Winkelmann, graphic designer conosciuto con il nome di Beeple, è stato messo in vendita utilizzando NFT. Nell’NBA, queste speciali certificazioni vengono usate per acquistare alcune clip salienti della stagione sportiva.

DORSEY E LE CRIPTOVALUTE

Finora il primo tweet della storia, acquistabile sulla piattaforma “Valuables”, ha raggiunto un’offerta di 2,5 milioni di dollari da parte di Sina Estavi, numero uno di Bridge Oracle. La mossa di Dorsey certifica il suo particolare interesse nei confronti delle criptovalute. A febbraio, il CEO di Twitter ha annunciato un fondo per lo sviluppo di bitcoin con il rapper Jay-Z, mentre l’altra sua società, Square, lo scorso ottobre aveva acquistato oltre 4.700 bitcoin per un valore di 50 milioni di dollari.

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