Ecco perché i titoli con dividendi alti restano una scelta interessante

Asset allocation
di Redazione 18 Febbraio 2021 - 7:50

Il Team Investimenti di Fineco Asset Management rivela che, secondo gli analisti, le aziende globali che hanno avuto una politica di dividendi crescente o stabile negli ultimi 10 anni potrebbero rendere fino al 5,41%

I rendimenti medi sul risparmio in tutta Europa sono praticamente intorno allo zero mentre quelli dei titoli di stato sono nella maggior parte inferiori all’1% (i BTP italiani a 10 anni, ad esempio, rendono attualmente meno dello 0,50%): un contesto che rende l’investimento in titoli ad alti dividendi una scelta interessante.

CALO DEI DIVIDENDI MENO MARCATO RISPETTO AL 2007-2009

“Una considerazione valida anche alla luce della crisi economica seguita alla pandemia del 2020: l’impatto sui dividendi globali c’è stato ma in misura inferiore a quello che era possibile attendersi”, riferisce il Team Investimenti di Fineco Asset Management. Infatti , se dopo la crisi finanziaria globale del 2008, il dividendo medio pagato dalle aziende globali è sceso del 7,95% tra il 2007 e il 2009, tra il 2019 e il 2020 il calo si è arrestato al 3,4%. Una divergenza dovuta al fatto che non tutti i settori del mercato sono stati colpiti mentre il credito, grazie alle misure di politica monetaria e fiscale senza precedenti, è rimasto disponibile.

PEPSI CO., PROCTER & GAMBLE E JOHNSON & JOHNSON

“Se un certo numero di settori, in particolare quelli legati ai servizi, così come la vendita al dettaglio non online e i viaggi, hanno sofferto in misura significativa, in altri settori, compagnie come Pepsi Co., Procter & Gamble e Johnson & Johnson sono riuscite ad incrementare le cedole nel 2020” fa presente il Team, che poi aggiunge: “In altri casi, aziende come Vodafone, hanno mantenuto il loro dividendo. In ambito bancario, invece, le normative imposte dai regolatori hanno sospeso i dividendi, dal momento che si è preferito privilegiare, in via precauzionale, il mantenimento del capitale nelle banche”.

CAUTO OTTIMISMO

Le aspettative, guardando al futuro, sono improntate ad un cauto ottimismo: la riapertura delle economie e il piano di vaccinazione mondiale dovrebbe far registrare un aumento della spesa per i servizi e per i beni capitali. Uno scenario che inietterà fiducia nei consigli di amministrazione, spingendo le aziende a rivedere la loro politica dei dividendi.

IL RAPPORTO PREZZO / UTILI (P/E)

Per quanto riguarda invece le valutazioni, se è vero che, in generale, le azioni non sono attualmente a buon mercato rispetto ai prezzi storici, è altrettanto vero che i titoli a dividendo ad alto rendimento sono una delle poche aree del mercato azionario vicine alle loro medie storiche. “Al momento, il rapporto prezzo/utili (p/e) di questi titoli è di 12,9 volte i profitti attesi entro i prossimi 12 mesi, un livello pari alla loro media storica decennale, e molto più ragionevole rispetto al mercato azionario più ampio, che scambia a 18,2 volte gli utili futuri contro una media decennale di 14,2. Nel caso invece dei titoli growth globali, la valutazione è pari a 3,7 volte le vendite a 1 anno rispetto a solo 1,5 volte per le azioni globali ad alto rendimento” specifica il Team Investimenti di Fineco Asset Management.

UN RENDIMENTO DEL 2% QUEST’ANNO E DEL 2,16% NEL 2022

Ma quale rendimento potranno offrire le azioni globali nel 2021? Dopo aver reso in media l‘1,84% nel 2020, gli analisti prevedono che possano rendere il 2% quest’anno e il 2,16% nel 2022. “Per quelle aziende azionarie globali che hanno avuto una politica di dividendi crescente o stabile per almeno gli ultimi 10 anni, gli analisti si aspettano che, collettivamente, possano rendere fino al 5,41% nel 2021” sottolinea il Team Investimenti di Fineco Asset Management, considerando che si tratta di titoli che sono rimasti indietro rispetto al mercato più ampio nell’ultimo anno e non si sono ancora ripresi del tutto dalla correzione del 2020.

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