“Con Draghi e Yellen è il momento di posizionarsi sull’azionario”

L'analisi
di Virgilio Chelli 17 Febbraio 2021 - 18:00

Neuberger Berman ritiene che il controllo della spesa in mano ai due ex banchieri centrali consigli di mantenere un’esposizione azionaria alla ripresa economica posizionandosi sui ciclici a prezzi convenienti

Con gli ex governatori delle banche centrali Janet Yellen e Mario Draghi che controlleranno la spesa in America e in un paese chiave in Europa, è il momento di ripensare i portafogli. Nel 2021 il posizionamento sta diventando sempre più una questione di mantenere un’esposizione azionaria alla ripresa economica, a prezzi convenienti, tenendo sempre presente la volatilità potenziale. È pero importante tenere a mente che la volatilità, qualora dovesse manifestarsi, verrà avvertita soprattutto nei Treasury e nelle large cap, dominate dai titoli growth. Con l’ascesa delle “colombe” per la prima volta dopo così tanto tempo, i mercati potrebbero assistere a una sorpresa al rialzo di crescita, inflazione e tassi, più che a una sorpresa al ribasso.

ASCESA DELLE COLOMBE

Lo sostiene Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman, in un commento dal titolo ‘l’ascesa delle colombe’, ricordando che quando Yellen e Draghi guidavano rispettivamente Fed e Bce entrambi fecero notare a più riprese i limiti delle politiche monetarie, sollecitando le autorità ad adottare misure fiscali a sostegno dell’economia. Oggi i due ex governatori occupano posizioni politiche di vertice con la facoltà di controllarne la spesa. Secondo Knutzen si tratta di uno sviluppo significativo per gli investitori, con ripercussioni che si spingono ben oltre i confini statunitensi e italiani.

AMPIO CONSENSO A DRAGHI

Mentre l’amministrazione USA si prepara a varare sostanziosi stimoli, il compito di Mario Draghi nel ruolo di capo del governo in Italia sarà attuare riforme che consentano di spendere i 200 mld messi a disposizione dal Recovery Fund. Il diffuso sostegno a Draghi, non solo in Italia ma anche in Germania, dove i “falchi” hanno per anni complicato il mandato dell’ex presidente della Bce, indica l’ampio consenso di cui oggi godono in Europa le misure di intervento fiscale. In Europa, dove il calo della disoccupazione e la ripresa degli indici PMI hanno subito una battuta d’arresto, la tesi si presenta particolarmente valida.

RISCHIO SURRISCALDAMENTO IN USA

Nel lungo termine, però, Knutzen fa notare che le offerte di lavoro in USA sono in aumento, gli indici PMI sono solidi anche nei servizi, le aperture di nuovi cantieri di edilizia residenziale stanno segnando nuovi record e gli utili dell’S&P 500 stanno superando abbondantemente le previsioni. Gli interventi fiscali in programma potrebbero mettere il turbo ai consumi e a un’attività economica già in ripresa grazie alle campagne vaccinali, spingendo il PIL statunitense nel 2021 verso il 6-8% anziché al 4-5% atteso, creando anche un conto più salato da pagare negli anni a venire.

TASSI DEI TREASURY IN TENSIONE

Secondo Knutzen, un segnale è già visibile nei mercati obbligazionari dove il rendimento del Treasury USA trentennale si è spinto verso il 2%, mentre l’inflazione ha superato il 2,2%. La tesi di base di Neuberger Berman rimane quella di un ordinato ritorno dei tassi alla normalità quest’anno, con il rendimento decennale attorno all’1,5%, ma se il quadro dovesse cambiare, i mercati potrebbero scontare le variazioni molto rapidamente.

BIG TECH PIÙ VULNERABILI

In termini di asset allocation, secondo l’esperto di Neuberger Berman questo suggerisce di procedere con cautela nella duration sui mercati obbligazionari e nell’ambito di analoghe sensibilità ai tassi di interesse sui mercati azionari. Le grandi società growth potrebbero essere vulnerabili se crescita, inflazione e tassi dovessero sorprendere al rialzo, mentre i titoli ciclici potrebbero essere interessanti, in particolare se hanno accumulato un ritardo durante la recente ripresa economica.

TITOLI ESPOSTI AL CICLO

A livello settoriale, secondo Neuberger Berman uno di questi segmenti potrebbe essere quello dei semiconduttori, esposto al ciclo degli investimenti, mentre a livello geografico si segnalano Regno Unito, Germania e Giappone. Le small cap USA hanno già registrato un considerevole rally, ma gli investitori potrebbero prendere in considerazione un’esposizione ponderata sull’S&P 500, mantenendosi nell’orbita di un’eventuale prosecuzione del rally delle large cap, ma con un orientamento meno sensibile ai tassi.

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