Nel 2021 continua l’appetito per l’obbligazionario

Cosa aspettarsi
di Virgilio Chelli 7 Gennaio 2021 - 19:30

TwentyFour Asset Management rileva che anche nel 2021, come un gennaio sì e uno no da dopo la Grande Crisi, la domanda di prodotti che garantiscono un reddito adeguato rimarrà forte e superiore all’offerta

Mentre il mercato del credito entra in un 2021 accompagnato da molte notizie negative sul virus, insieme all’inevitabile declassamento o al ritardo della ripresa economica ad esso associato, la posizione tecnica rimane solida come lo è stata negli ultimi nove mesi. Gli investitori possono quindi aspettarsi una continuazione della riduzione dell’offerta di titoli di credito, che era prevalente lo scorso anno, in quanto la nuova offerta di gennaio non riesce ad assorbire l’appetito dei manager obbligazionari.

OFFERTA INFERIORE ALLE ATTESE

Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management, segnala infatti che le prime indicazioni dalle investment bank puntano a un livello ragionevole di offerta nel mese, ma probabilmente inferiore a quanto sarebbe stato normale aspettarsi date le eccellenti condizioni di mercato, dato anche il gran numero di pre-finanziamenti effettuati dagli emittenti di debito nel 2020. Inoltre, molta dell’offerta attesa dovrebbe essere diretta a rifinanziamenti e non a nuova raccolta netta di fondi. Per questo, dalla prospettiva di un investment banker, un gennaio relativamente deludente.

FORTE RICHIESTA DI REDDITO

Holman osserva che con l’inizio del 2021, la domanda di prodotti che garantiscono un reddito adeguato rimane forte come lo è stata un gennaio sì e uno no a partire dalla ripresa dopo la crisi finanziaria. Ma aggiunge che di solito a gennaio, dopo un “arido” mese di dicembre, si aprono i rubinetti dell’offerta e arrivano sul mercato nuove emissioni fresche e spesso entusiasmanti.

MOLTA LIQUIDITA’ DA IMPIEGARE

Ma l’esperto di TwentyFour sospetta che i gestori del reddito fisso siano entrati nel nuovo anno, in generale, con più liquidità o strumenti equivalenti di quanto avrebbero voluto, visto l’andamento del mercato e il fatto che a dicembre si tende a raccogliere liquidità in vista della fine dell’anno, quando i flussi in entrata superano le opportunità di trading disponibili. In conclusione, secondo Holman gli investitori possono aspettarsi un proseguimento di un’offerta limitata anche a gennaio, insufficiente a saziare l’appetito dei bond manager.

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