Goldman Sachs Asset Management: perché Biden è positivo per le obbligazioni societarie

Credito corporate
di Virgilio Chelli 7 Dicembre 2020 - 16:27

Una presidenza democratica accompagnata da un Congresso diviso sosterrà il mercato del credito nel 2021 mentre il rischio inflazione non è imminente

Dopo aver oscillato a causa della presenza di due rischi all’orizzonte, vale a dire la recrudescenza della pandemia da Covid-19 e l’incertezza sull’esito delle elezioni americane con la prospettiva di un’onda blu che portasse i Democratici a controllare sia la Casa Bianca che l’intero Congresso, nel mese di novembre i mercati del credito hanno ritrovato una maggior propensione al rischio. Questo a causa delle novità intervenute su entrambi i fronti, con la vittoria contenuta del partito democratico e le notizie incoraggianti sull’arrivo di vaccini efficaci anti-virus. Lo sottolinea Goldman Sachs Asset Management in un comment in cui analizza i motivi per cui si aspetta che le implicazioni del risultato elettorale americano siano positive per il credito corporate nel 2021.

IMPLICAZIONI SUL VERSANTE FISCALE E REGOLATORIO

La prima ragione riguarda la politica fiscale in materia di tasse societarie: con un governo diviso e un Senato ancora controllato dai repubblicani ci sono prospettive limitate di una contro-riforma delle tasse societarie e questo gioca a favore dei corporate bond investment grade più che degli high yield, dato che molte grandi e redditizie società che sarebbero state impattate da una maggior tassazione degli utili sono anche emittenti nel segmento investment grade del mercato. Poi Goldman Sachs AM cita l’agenda regolatoria, che dovrebbe essere meno stringente rispetto a quanto sarebbe stato in caso di onda blu elettorale. Anche se alcuni provvedimenti possono essere decisi semplicemente con ordini esecutivi presidenziali, non sarebbe una prospettiva necessariamente negativa per il mercato del credito, con l’eccezione del settore energia destinato ad essere penalizzato dal focus sulla transizione verso le fonti rinnovabili.

STIMOLO FISCALE E RAPPORTI CON LA CINA

Quindi il tema stimolo fiscale, il nuovo pacchetto che economia e mercati attendono, secondo Goldman Sachs AM difficilmente arriverà prima di fine anno, mentre potrebbero invece essere varate a breve estensioni temporanee delle misure di supporto scadute o in scadenza. Per quanto riguarda invece il 2021, non è ancora chiaro quanto le positive prospettive collegate all’arrivo del vaccino potrebbero ridimensionare la magnitudo dei provvedimenti di supporto fiscale all’economia. A seguire il tema della politica commerciale e delle tensioni Usa-Cina, definite da Goldman Sachs AM un tema bipartisan, anche se vissuto con sfumature diverse dai due schieramenti. Goldman si aspetta una focalizzazione minore sugli scambi bilaterali e possibili azioni mirate nei c confronti di specifiche società cinesi attive nelle TLC e nell’elettronica, il che potrebbe favorire i settori americani dei semiconduttori e dell’elettronica di consumo.

RISCHIO INFLAZIONE POCO PROBABILE

Infine, l’universo corporate: secondo Goldman Sachs AM con l’amministrazione Biden c’è il potenziale per un maggior rigore sulle fusioni e sui buyback di azioni, il che potrebbe andare a limitare il credito a leva e l’offerta di bond, entrambi fattori che andrebbero a supportare il credito corporate. In conclusione, Goldman Sachs AM vede una serie di fattori a favore del credito corporate nel 2021: la ricerca di rendimento da parte degli investitori, meno emissioni di debito, accompagnata da un contesto di ripresa economica indotta dall’arrivo del vaccino. Il rischio chiave resta il ritorno dell’inflazione, che porterebbe tassi più elevate. Ma è un’eventualità che non rientra nello scenario base di Goldman Sachs AM data un’economia comunque in rallentamento.

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