C’è chi compra bitcoin per aggirare il rischio di una patrimoniale sui conti correnti

Nuovo bene rifugio?
di Fabrizio Arnhold 2 Dicembre 2020 - 14:24

Bradley Duke, esperto di criptovalute, conferma a Financialounge.com che “in passato, per aggirare alcune patrimoniali, è stato utile ricorrere a una simile tipologia di asset”

Un anno fa sembrava quasi morto. Il bitcoin, invece, ha toccato nuovi massimi, facendo il suo nuovo miglior record di sempre, arrivando a quota 19.786 dollari. In rialzo dell’8,4%, il guadagno da inizio anno sale al 173%. Il confronto con i livelli di fine 2017 è presto fatto, quando la criptovaluta aveva raggiunto un valore di 20mila dollari. Pura speculazione oppure bene rifugio? Per qualcuno potrebbe esserci anche una correlazione con l’aumento delle quotazioni proprio in questi giorni in cui in Italia, ma anche in altri Paesi europei, si torna a parlare di patrimoniale.

INVESTIMENTO ANTI PATRIMONIALE?

Un emendamento alla prossima legge di Bilancio propone l’introduzione di una patrimoniale, con un’aliquota progressiva. Ci sarebbe chi sta guardando al bitcoin come un asset per evitare il prelievo forzoso? “In passato, per aggirare alcune patrimoniali, è stato utile ricorrere a una simile tipologia di asset”, conferma a Financialounge.com, Bradley Duke, ideatore di BTCetc Bitcoin Exchange Traded Crypto (BTCE), ETC quotato su Deutsche Boerse. “Andando verso un 2021 in cui tutti i governi oltre a inondare il mercato di moneta guarderanno a nuove fonti di introiti, in Italia si parla di patrimoniale, altrove di alzare le tasse societarie e negli Usa Biden è sicuramente favorevole ad una tassazione ancora più aggressiva sulle aziende rispetto a Trump, il bitcoin potrebbe diventare l’asset reale a cui rivolgersi in queste circostanze”.

BENE RIFUGIO?

Resta oggettivamente complicato avere una conferma definitiva che il boom delle quotazioni del bitcoin possa essere in qualche modo legato al pericolo di una tassazione sul patrimonio. Negli anni scorsi, tuttavia, qualcuno si è avvicinato al mondo delle criptomonete anche per mettere al sicuro i propri soldi che nei wallet non possono essere prelevati con la facilità di quelli fermi sui conti correnti. Il dibattito resta aperto: il bitcoin si può considerare anche come un bene rifugio? “Bloomberg riferisce che aumenta il numero di investitori che stanno convertendo una parte delle loro posizioni in Etp (è uno strumento d’investimento che replica la performance di una serie di asset, ndr) legati all’oro in criptovalute”, continua Bradley Duke. “L’attuale capitalizzazione del bitcoin è circa del 3% rispetto a quella dell’oro e aumenta rapidamente la consapevolezza delle potenzialità di riserva di valore di questo ‘asset digitale scarso’ tra le tesorerie di istituzioni e società”.

“VALUTA FORTE CON UN’OFFERTA LIMITATA”

La tendenza sembra destinata a rafforzarsi, in questi mesi caratterizzati dall’incertezza dell’emergenza sanitaria. “Il bitcoin viene sempre più visto come un bene rifugio, soprattutto in tempi di espansione senza precedenti dell’offerta di moneta nelle principali valute come il dollaro Usa e l’euro, al fine di finanziare i massicci pacchetti di stimolo approvati dai governi per assistere le economie colpite dal Covid-19”, prosegue Bradley Duke. “Il bitcoin viene correttamente visto come una valuta forte con un’offerta limitata”.

FINO A DOVE POTRÀ ARRIVARE IL PREZZO?

“Difficile dirlo anche solo in questa fine del 2020. Se dovesse riuscire nel tentativo di infrangere i suoi massimi del dicembre 2017, sarebbe una fase nuova di ‘price discovery’ e – a differenza della precedente corsa di tre anni fa – vi è maggiore consapevolezza ma soprattutto adozione delle criptovalute. L’offerta è definita in un numero ben preciso, il lato della domanda invece si sta delineando ora davanti ai nostri occhi e sembra insaziabile”, conclude l’ideatore di BTCetc Bitcoin Exchange Traded Crypto.

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