Gli americani continuano a consumare e l’e-commerce ha molta strada davanti

I numeri
di Stefano Caratelli 19 Ottobre 2020 - 8:20

Come negli anni ’90, gli americani restano il ‘consumatore di ultima istanza’ del pianeta, ma in compagnia dei cinesi. L’esplosione dell’e-commerce va molto oltre il virus e resta un’opportunità per l’investitore

A metà degli anni ’90, quando Bill Clinton spingeva l’America sulla strada della globalizzazione, il suo segretario al Tesoro Robert Rubin accusava i partner commerciali, a partire da Giappone ed Europa, di considerare gli americani ‘i consumatori di ultima istanza’ del pianeta su cui far affidamento per vendere beni e servizi liberati da barriere tariffarie e doganali. Un quarto di secolo dopo, il consumatore a stelle e strisce sembra continuare a fare la parte di Atlante che regge sulle spalle l’economia mondiale, continuando a spendere in consumi e a indebitarsi per comprare casa sfruttando i mutui a trent’anni sotto il 3%.

SCOMMESSA SUL FUTURO

Le controparti europee preferiscono accumulare sotto il materasso o nei depositi bancari. Gli americani scommettono sul futuro, gli europei cercano in ogni modo di difendere quanto accumulato in passato, impauriti dai nuovi lockdown in arrivo. La nuova superpotenza cinese, che ai tempi di Rubin valeva in termini di PIL poco più di un quinto di oggi e aveva come priorità la lotta alla povertà, somiglia di più all’America, con i consumatori propensi a muoversi e spendere, attività che nella recente festività nazionale della Golden Week hanno toccato l’80% rispetto a un anno fa, quando il virus non c’era.

VERSO UN RIMBALZO DEL PIL USA

Visto che i consumi tirano e continuano a recuperare mese su mese da marzo-aprile, e che rappresentano il 70 e passa per cento del PIL americano, non stupisce che le stime della Fed di Atlanta puntino a una crescita dell’economia del 35,2% annualizzato nel terzo trimestre. Il dato ufficiale esce a fine mese a pochissimi giorni dalle elezioni e dovrebbe così segnare la cancellazione del crollo del 31,4% del secondo trimestre.

RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE AI MASSIMI

Ai consumatori americani non mancano i soldi da spendere. Qualche giorno fa il WSJ ha stimato sulla base di dati Federal Reserve che, grazie anche ai guadagni di Wall Street, alla valorizzazione degli immobili e al sostegno fiscale ai redditi, le famiglie americane non sono mai state così ricche. Il valore stimato è di 119.000 miliardi di dollari, quasi sei volte il PIL e il 6,8% in più di fine 2019, quando il virus non c’era. In pratica quasi 400 miliardi di dollari in più da destinare almeno in parte ai consumi.

RITORNO NEGLI AEROPORTI

Gli americani spendono in automobili, abbigliamento, articoli sportivi e per la casa, arredamento per adattare le abitazioni allo smart working, meno in viaggi, ristorante e servizi che richiedono la presenza fisica, come le cure dentistiche. Ma anche nei servizi ci sono segnali incoraggianti, come nel trasporto aereo. I dati della Transport Security Administration, che registrano i passaggi alla sicurezza negli aeroporti, segnalano un aumento costante con numeri che l’11 ottobre hanno sfiorato il milione di persone al giorno e si mantengono stabilmente sopra gli 800.000, ancora lontani dai quasi 2 milioni del pre-covid ma quasi 10 volte i minimi toccati a marzo-aprile.

E-COMMERCE VINCITORE

Il grande e indiscusso vincitore della tenuta dei consumi americani è indubbiamente l’e-commerce, come mostra l’andamento spaziale dei titoli di questo business nel 2020, a cominciare indubbiamente da Amazon e Alibaba, ma contando anche ad esempio la canadese Shopify, che ha messo a segno un incredibile +270% da inizio anno grazie ai suoi servizi cloud e multi-canale dedicati alle PMI, o la meno nota cinese JD.com, quotata al NASDAQ, che solo ad agosto è balzata di oltre il 23% a nuovi massimi di sempre.

MA ANCHE I VIDEOGAME

L’e-commerce affonda le sue radici nella California degli anni ’80 e con il Covid ha solo conosciuto uno dei numerosi strappi in avanti della sua storia ormai più che trentennale. Ma è sicuramente un trend secolare, come quello dei grandi magazzini nati nell’Inghilterra del 1700, che ha molta più strada davanti che non alle spalle. Pensiamo ad esempio cosa potrebbe produrre l’incontro tra l’industria dei videogame, i cui titoli hanno sovra-performato di molto il mercato nel 2020 con un ritorno di quasi il 75% negli ultimi 12 mesi, e quella dell’e-commerce, ad esempio in termini di consumer expericence, un campo in cui siamo ancora ai primi passi.

BOTTOM LINE

Per l’investitore che guarda al lungo termine, tutto sembra indicare che la grande accelerazione impressa dal Covid ai titoli tecnologici americani e anche cinesi non è la messa in scena di una replica della grande bolla del 1999-2000, ma un trend di molto lungo termine su cui è ancora possibile costruire solidi portafogli per il futuro: c’è ancora spazio di crescita per grandi business consolidati e ce n’è ancora di più per quelli che non hanno ancora conquistato le prime pagine.

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