Addio contanti, l’era dei pagamenti elettronici è arrivata

Sempre più contactless
di Antonio Cardarelli 19 Ottobre 2020 - 10:00

La pandemia ha rimosso gli ultimi ostacoli alla diffusione capillare dei pagamenti online e contactless, e secondo Randall Dishmon (Invesco) questo settore ha ancora molto da offrire agli investitori

La pandemia potrebbe aver dato la spallata definitiva all’utilizzo dei contanti. Costretti a rimanere in casa per diversi mesi e più attenti al rischio di contrarre il virus toccando superfici infette, la maggior parte dei consumatori nel mondo ha ormai virato verso i pagamenti elettronici.

CAMBIAMENTI ACCELERATI

Una vera e propria rivoluzione, come spiega Randall Dishmon, gestore della strategia Global Focus Equity di Invesco, che cita anche altri settori fortemente impattati dal virus come il commercio, l’istruzione e la medicina. Come è successo in altri ambiti, anche in quello dei pagamenti la pandemia e il conseguente lockdown hanno accelerato cambiamenti già in atto, rendendo possibile l’adozione dei pagamenti digitali in 3-5 mesi rispetto ai 3-5 anni previsti prima del coronavirus.

IL “CASO” PAYPAL

Il futuro, spiega Dishmon, sarà “digital first” e questo slancio ha favorito incredibilmente il passaggio ai pagamenti elettronici, con ricadute positive sulle società più importanti del settore, come per esempio PayPal. Il secondo trimestre di PayPal è stato il migliore di sempre, come dimostrano i dati nel confronto con il secondo trimestre del 2019: volume totale di pagamenti di 222 miliardi di dollari (+30%), 21 milioni di nuovi account attivi (+137%), una media di 346 milioni di utenti giornalieri (+21%), fatturato record di 5,26 miliardi di dollari (+25%) e un aumento di 1,7 milioni di nuovi commercianti.

ANZIANI E AZIENDE

Numeri che non hanno bisogno di troppi commenti, ma che assumono ancora più valore se si pensa alla trasversalità della rivoluzione in atto. “Anche gli anziani, i più riluttanti a esplorare il mondo dei pagamenti digitali, non hanno potuto fare a meno dell’e-commerce”, spiega l’esperto di Invesco. Molte aziende, nel frattempo, hanno dovuto creare canali di vendita digitale, mentre tantissimi negozi sono passati ai pagamenti contactless, “ormai diventati una necessità per proteggere clienti e dipendenti”, sottolinea Dishmon.

CONTACTLESS FIRST

Un numero sempre maggiore di consumatori ha dichiarato di non voler più maneggiare contanti o utilizzare la penna del negozio per firmare le ricevute. Quindi i negozianti sono passati all’adozione di opzioni di pagamento “tap & go”, che non richiedono l’inserimento del PIN e attualmente negli Usa 84 rivenditori su 100 accettano pagamenti contactless (Fonte: Visa, 2020).

I NUMERI DI VISA

Invesco Global Focus Equity Fund, il fondo gestito da Randall Dishmon investe da anni in PayPal, ma allo stesso tempo investe anche in Visa, un’altra società che secondo l’esperto di Invesco “è ben posizionata per beneficiare dell’evoluzione dei pagamenti”. Anche qui i numeri aiutano a capire la portata del fenomeno, e nei primi sei mesi del 2020 gli emittenti Visa hanno distribuito 80 milioni di carte contactless mentre, nello stesso periodo, la società ha registrato un aumento del 40% delle transazioni online rispetto al 2019.

NUOVI CAMBIAMENTI

“La radicale trasformazione del mondo dei pagamenti nel 2020 – conclude Randall Dishmon di Invesco – è interessante da osservare, sia per gli investitori che per i consumatori. Ritengo che molte delle tendenze a cui abbiamo assistito quest’anno perdureranno anche nel futuro. Spostando il focus più avanti nel tempo, l’innovazione nel settore dei pagamenti ha ancora molta strada da fare: da pagamenti ancora più rapidi all’incorporazione dei pagamenti attraverso la realtà virtuale, fino alle tecnologie blockchain e all’Internet delle cose. Sicuramente c’è ancora molto da aspettarsi da questo settore”.

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