Il futuro delle grandi città è “smart”: super tecnologiche e sostenibili

Nuovi trend
di Leo Campagna 24 Settembre 2020 - 11:18

Per gli esperti di CPR AM (Gruppo Amundi), la vera sfida ora per lo sviluppo di città sostenibili è unire tutti gli investimenti attorno a un obiettivo comune

Entro il 2030 potrebbero esserci 43 megalopoli con oltre 10 milioni di abitanti, rispetto alle 31 odierne, ed entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivrà in città o in altri centri urbani. Questi dati, pubblicati dalle Nazioni Unite nel maggio 2018, rivelano la portata della sfida che l’umanità è chiamata adesso ad affrontare: garantire che il pianeta rimanga abitabile, in un contesto più ampio di risorse naturali in diminuzione e di crescita urbana senza precedenti.

CPR INVEST-FUTURE CITIES: FONDO TEMATICO AZIONARIO

“Dobbiamo pensare oggi alla città di domani, un imperativo condiviso dagli esperti e da tutti coloro che, in questa fase, si impegnano ad essere una forza trainante per il cambiamento” afferma Arnaud du Plessis, gestore del CPR Invest – Future Cities di CPR AM (Gruppo Amundi), un fondo azionario globale che seleziona le aziende esposte a tutti gli aspetti dell’urbanizzazione contribuendo allo sviluppo sostenibile delle città. Le città costituiscono infatti il punto critico dei problemi più seri che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni: diminuzione delle risorse (acqua e combustibili fossili), vulnerabilità di fronte al cambiamento climatico e conseguenze della crescita incontrollata delle baraccopoli nell’ambiente urbano.

LE RIPERCUSSIONI PER GLI ECOSISTEMI CHE FORNISCONO CIBO E ACQUA

Una combinazione viziosa che fa aumentare il rischio di un degrado ambientale a lungo termine. L’uso incontrollato della terra che minaccia l’agricoltura e la produzione alimentare e il cambiamento climatico portano a inondazioni causate dall’innalzamento del livello del mare, a malattie legate a temperature più elevate e danni alle infrastrutture: le ripercussioni per gli ecosistemi che forniscono cibo e acqua su cui fanno affidamento le città determinano un aumento del consumo di energia e di emissioni di gas serra.

LE CITTÀ HANNO SVILUPPATO SOLUZIONI AI PROBLEMI DI SOSTENIBILITÀ

“La buona notizia è che le città hanno dimostrato di essere capaci di trovare soluzioni adeguate ai loro problemi di sostenibilità” fa sapere il gestore di CPR AM. Per esempio, nel settore delle costruzioni, che rappresenta circa il 40% del consumo energetico della Francia, l’attenzione è rivolta alla produzione di edifici a basso consumo energetico. La gestione dei rifiuti non si limita alla raccolta differenziata ma vede numerose start-up che creano nuovi modelli di business dal compost, con la biomassa che inizia ad essere utilizzata come combustibile per le reti di riscaldamento urbano. Le città nel frattempo stanno sviluppando forme di trasporto elettrico, si prendendo cura degli spazi verdi, incoraggiano ad acquistare prodotti locali e a ridurre il consumo energetico con l’aiuto delle reti intelligenti.

SFRUTTARE IL POTERE DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

“Le città intelligenti (smart cities) non riguardano solo l’ingegneria digitale ma richiedono un approccio globale, che consideri anche gli aspetti sociali e culturali e gli spazi da razionalizzare, il che implica anche l’interazione con reti internazionali di autorità cittadine e la condivisione di preziose informazioni sulla sostenibilità del pianeta”, sottolinea il manager di CPR AM. “In Asia, l’Asian Cities Climate Change Resilience Network (ACCCRN) sta lavorando per anticipare i rischi e fornire risposte praticabili. In Europa, la rete JPI Urban Europe sta esaminando tutte le forme di transizione urbana”. In conclusione, la vera sfida per lo sviluppo di città sostenibili consiste nello sfruttare al meglio tutta le innovazioni della tecnologia, ma è necessario anche trovare un modo efficace per unire tutti gli stakeholder attorno a un obiettivo comune.