Candriam vede una possibile svolta “verde” della Bce

Sostenibilità
di Virgilio Chelli 10 Settembre 2020 - 10:56

Visto che a differenza della Fed non ha la creazione di occupazione nel suo mandato, la Banca Centrale Europea potrebbe adottare negli acquisti criteri ambientali

È improbabile che la Bce, dopo la prima riunione seguita alla pausa agostana, annuncerà nuove misure monetarie, come invece è successo prima dell’estate con l’estensione del PEPP, il Pandemic Emergency Purchasing Programme, perché non c’è l’urgenza di incrementare gli acquisti di titoli già a a settembre. Ma, se l’apprezzamento dell’euro continuerà, probabilmente produrrà un impatto negativo sulle esportazioni europee e quindi sulle prospettive di crescita.

LA BCE DEVE REAGIRE

Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income and Member of the Executive Committee di Candriam, sottolinea per questo in un commento che “la palla è ora nel campo della BCE” e l’Istituto deve reagire, ma deve fare in modo che il suo percorso non si discosti troppo dal suo mandato, che è limitato alla stabilità dei prezzi e non esteso alla creazione di occupazione, come invece nel caso della Fed americana.

LA REAZIONE ALLA SVOLTA DI POWELL

Secondo l’esperto di Candriam sembra comunque un percorso “abbastanza fattibile”. La BCE sta mantenendo ancora una politica monetaria molto accomodante, ma sarà interessante vedere quale sarà la sua reazione dopo lo storico annuncio del presidente della Fed Jay Powell alla Jackson Hole virtuale delllo scorso agosto, che ha aperto la strada a tassi bassi ancora più a lungo.

VERSO UN CAMBIO DI PARADIGMA

Forest prevede che anche la BCE subirà un cambio di paradigma, vale a dire “la fine del monetarismo”, con l’accettazione di un obiettivo d’inflazione più simmetrico, accettando che si discosti maggiormente dal target. Ma, argomenta l’esperto di Candriam, la Bce potrebbero delineare anche altri obiettivi: se la Fed ha modificato il suo orientamento sulla base del tasso di disoccupazione, forse la BCE integrerà criteri ambientali nei suoi acquisti di titoli.

FALLIMENTO SUI TARGET DI INFLAZIONE

Secondo Forest questo sarebbe davvero il passo successivo che dimostra che ci troviamo in un momento storico e che evidenzia di fatto un palese fallimento delle banche centrali nel raggiungere i target di inflazione. C’è inflazione negli asset finanziari e reali, osserva l’esperto di Candriam, ma non c’è aumento dei salari e non ci sono pressioni inflazionistiche, e con l’aumento dei livelli di indebitamento in un contesto di tassi di interesse bassi, ci sono maggiori ragioni per prenderne atto.