Il “rendimento nel caso peggiore”, un indicatore delle future performance dei bond high yield

Obbligazioni e rischio
di Mariano Mangia 17 Agosto 2020 - 14:41

Per AllianceBernstein lo yield-to-worst è un indicatore molto efficace in un’ottica di medio periodo che tutti gli investitori dovrebbero conoscere

Uno degli aspetti che caratterizzano le obbligazioni high yield è rappresentata dalla loro volatilità, mediamente più elevata rispetto a quella dei titoli di Stato, dove prevale l’esposizione al rischio di tasso, e anche rispetto alla volatilità delle obbligazioni Investment Grade, esposte anch’esse al rischio di credito, ma che godono di un rating migliore. Come viene ricordato da AllianceBernstein, c’è tuttavia un indicatore che si è storicamente rivelato attendibile delle performance dei titoli del segmento high yield statunitense nei cinque anni successivi e questo indicatore è lo “yield-to-worst”. Letteralmente “rendimento nel caso peggiore”, è il rendimento di un titolo calcolato adoperando il peggiore tra lo “yield-to-maturity”, il rendimento a scadenza, e lo “yield-to-call”, il rendimento conseguibile nel caso di richiamo anticipato (call) del titolo da parte dell’emittente.

UN INDICATORE ATTENDIBILE DI PERFORMANCE

Le obbligazioni high yield a stelle e strisce, osservano in AllianceBernstein, hanno evidenziato un andamento prevedibile con il rendimento “nella peggiore delle ipotesi”, anche in contesti di mercato difficili. La relazione tra lo yield-to-worst e la performance futura a cinque anni si è mantenuta anche durante la crisi finanziaria globale, uno dei periodi di turbolenza economica e di mercato più carichi di tensioni che si siano mai registrati: chi ha investito poco prima della crisi con uno yield-to-worst di partenza del 7,3%, ha ottenuto in cinque anni una performance annualizzata, misurata dall’indice Bloomberg Barclays Us Corporate High Yield, del 7,7%.

L’IMPORTANZA DI UN FLUSSO CEDOLARE REGOLARE

La spiegazione di questa relazione tra rendimento teorico a scadenza e performance a cinque anni sta nel fatto che le obbligazioni high yield forniscono un flusso di reddito regolare che poche altre asset class sono in grado di eguagliare; nel caso questi titoli siano richiamati prima della scadenza, gli emittenti pagano agli investitori un premio a fronte di tale privilegio. Tutto ciò contribuisce a compensare gli investitori per le perdite subite in caso di default di alcune obbligazioni.

LA VOLATILITÀ DI BREVE PUÒ AUMENTARE

Ma quali sono le indicazioni per gli investitori oggi? La casa di investimento Usa propone due fondi specializzati in questa tipologia di titoli, AB Global High Yield Portfolio che in investe in titoli ad alto rendimento di emittenti di tutto il mondo, inclusi i paesi dei mercati sviluppati ed emergenti, e AB Short Duration High Yield Portfolio, che investe in titoli ad alto rendimento a breve termine e quindi con un rischio relativamente più contenuto. L’opinione degli esperti di AllianceBernstein è che le obbligazioni high yield potrebbero andare incontro a una certa volatilità nel breve termine, ma chi investe in un’ottica di lungo periodo può superare indenne eventuali temporanei ribassi.

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