Dopo TikTok dalla Cina arriva Likee

Invasione cinese
di Antonio Cardarelli 14 Agosto 2020 - 12:36

Presentata come la rivale di TikTok, Likee è solo una delle tante app cinesi che “studiano” per invadere il mercato americano

L’invasione cinese delle app dedicate ai giovanissimi ha una nuova protagonista: Likee. Considerata la vera rivale di TikTok, Likee permette di realizzare e guardare brevi video utilizzando lo smartphone. In questi giorni Likee ha raggiunto i 150 milioni di utenti mensili. La strada per insidiare TikTok, che conta circa 200 milioni di utenti giornalieri, è ancora lunga, ma Likee ha diversi assi nella manica.

COMPENSO PER GLI INFLUENCER

Il più importante è sicuramente la remunerazione riservata agli influencer che creano i contenuti. In sostanza, i fan possono inviare facilmente dei “regali” per ricompensare i creatori dei contenuti più interessanti e divertenti. Inoltre, Likee è molto attiva nell’accesso alle basi musicali – fondamentali per creare video di richiamo – e sta stringendo diversi accordi per avere i diritti di utilizzo delle canzoni.

RADICI IN CINA

Come TikTok, anche Likee rischia però di fare i conti con la sua origine cinese. L’app è di proprietà di una società con base a Singapore (BIGO Technology) che a sua volta è stata acquistata dalla cinese JOYI, una società quotata a Wall Street nell’indice Nasdaq. Likee è stata già estromessa dall’India insieme ad altre app cinesi, ritenute dal governo locale una minaccia per la sicurezza nazionale. Ma per il momento non è incappata nell’ira del presidente Donald Trump, come successo a TikTok, Huawei e WeChat.

EUROPA ASSENTE

Il presidente americano, che sta cavalcando il risentimento anti-cinese in vista delle elezioni di novembre, dovrà però impegnarsi molto per fermare l’onda delle app cinesi che rischia di colpire gli Stati Uniti. L’obiettivo di Pechino, più o meno dichiarato, è sfidare gli Usa su un terreno finora di esclusiva competenza americana: la tecnologia. E il numero di app cinesi amate dai giovani americani continua a crescere, mentre l’Europa rimane la grande assente in questa sfida a colpi di app.

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