Huawei senza chip per il blocco di Trump, la produzione può fermarsi a settembre

Guerra tech Usa-Cina
di Antonio Cardarelli 10 Agosto 2020 - 14:52

Le sanzioni minacciate da Trump colpiscono ancora Huawei, che rischia non poter produrre più smartphone da settembre in poi per mancanza di processori

Il ban deciso da Trump sta avendo effetti molto pesanti su Huawei. Un anno e mezzo fa il presidente americano aveva di fatto vietato alle aziende americane di lavorare con Huawei, e oggi il colosso cinese rischia di rimanere a corto di chip per produrre i suoi smartphone.

STOP DELLA FORNITURA

Dopo la rottura con Qualcomm, infatti, ora Huawei rischia di dover fare a meno anche dei chip Kirin, realizzati dall’azienda di Taiwan TSMC sulla base di tecnologie e design messi a punto da due società americane: Cadence Design Systems e Synopsys. Per non rischiare ritorsioni da parte del governo Usa, TSMC ha deciso di interrompere la fornitura di processori a Huawei.

AUTONOMIA FINO AL 15 SETTEMBRE

Dunque, dopo il blocco del sistema operativo Android, ora Huawei dovrà fare a meno anche dei processori. Secondo quanto riportato da Associated Press, il CEO di Huawei Richard Yu avrebbe dichiarato che l’azienda ha un’autonomia produttiva fino al 15 settembre. Da quel momento in poi, vista anche la mole di smartphone venduti (Huawei ha da poco superato Samsung in testa alla classifica dei produttori) il colosso tech cinese dovrà trovare una soluzione alternativa.

LA MEDIAZIONE DI QUALCOMM

Una cosa simile è successo per il software e le applicazioni, con Huawei costretta a realizzare in proprio un sistema operativo e un ecosistema di app dopo la rottura con Google (Android) a causa delle sanzioni minacciate da Trump. Una possibile soluzione, almeno stando ad alcune ipotesi, potrebbe essere il rientro di Qualcomm nella partita. La società americana che produce processori, infatti, ha chiesto al governo Usa un alleggerimento del ban nei confronti di Huawei.