I tre aspetti principali di una transizione energetica giusta

Dialogo con le aziende
di Leo Campagna 4 Agosto 2020 - 10:25

Più dei due terzi delle iniziative di engagement di Candriam coprono direttamente gli aspetti principali di una transizione che tenga conto anche dei posti di lavoro

Nel settore energetico europeo sono attualmente impiegati 30 milioni di lavoratori. Il passaggio da attività ad alta intensità di carbonio a scenari a basse emissioni o addirittura completamente nuovi, richiederà un’ingente riallocazione delle risorse umane, normative e finanziarie. La condivisione equa dei costi e dei vantaggi della transizione rivestirà un aspetto cruciale per i cittadini europei.

LE INIZIATIVE DI ENGAGEMENT DI CANDRIAM

Le iniziative di engagement di Candriam coprono direttamente i tre aspetti principali di una transizione giusta: transizione energetica, condizioni lavorative eque ed etica aziendale. In quest’ottica, al fine di comprendere in che modo stanno integrando il meccanismo per una transizione ecologica nelle rispettive operazioni, il team di analisti ESG di Candriam ha condotto dei sondaggi presso i principali produttori di energia europei. Sono stati organizzati incontri con imprese, sindacati, associazioni di consumatori e think tank per stabilire se sarà possibile evitare che qualcuno venga lasciato indietro. Ci sono due elementi chiave da approfondire. Il primo riguarda la creazione netta di posti di lavoro, associata allo sviluppo di nuove tecnologie, mentre il secondo elemento si riferisce ai nuovi posti di lavoro che devono allinearsi ai posti di lavoro persi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e, in una certa misura, anche a livello logistico regionale.

I PROGETTI SU LARGA SCALA DELLE UTILITY

È vero che le risorse degli operatori del settore elettrico sono spesso ad ampio raggio e possono determinare un potenziale impatto sulle comunità regionali e nazionali. Ma è anche vero che i servizi forniti sono cruciali per lo sviluppo socioeconomico delle regioni. Per bilanciare questi aspetti quasi tutti i progetti su larga scala delle utility prevedono attualmente delle valutazioni dell’impatto ambientale e sociale e delle consultazioni formali con le comunità nel quadro del processo di approvazione in ambito normativo.

COMPRENDERE L’INTERO ECOSISTEMA

“In qualità di investitori sostenibili, incoraggiamo la trasparenza adottata dai produttori di energia europei, e siamo favorevoli alle loro opinioni sulle parti da coinvolgere nel processo di transizione equa. Teniamo sotto stretta osservazione e dialoghiamo continuamente con le imprese, i rappresentanti delle comunità e gli addetti ai lavori al fine di comprendere l’intero ecosistema”, fa sapere il team di Candriam.

GLI ESEMPI DI ENEL, RWE,IBERDROLA, ØRSTED

Tutte le imprese sono chiamate ad affrontare una serie di sfide e stanno sviluppando delle strategie per affrontarle in modo adeguato, come dimostrano i diversi approcci adottati, per esempio, da Enel, RWE, Iberdrola e Ørsted. “Tenendo conto delle caratteristiche e delle differenze tra le diverse aziende, sia a livello di attività che delle comunità in cui operano, consigliamo di adottare un approccio caso per caso per identificare il modo in cui stanno gestendo i nuovi rischi e le nuove opportunità”, spiegano gli analisti ESG di Candriam. alla continua ricerca di ulteriori informazioni e inclini alle imprese proattive nel loro approccio a una transizione equa.

VALUTARE MEGLIO I RISCHI E LE OPPORTUNITÀ

“Un approccio con questa trasparenza dovrebbe consentire agli investitori di valutare meglio i rischi e le opportunità. Nel nostro ruolo di responsabili dell’allocazione del capitale, incentiviamo le aziende ad affrontare questa tematica senza aspettare necessariamente l’intervento dei governi” concludono gli esperti di Candriam.