Tecnologia e ambiente

Cyber meduse per monitorare i mari

Nuove creature bioniche andranno alla scoperta delle profondità marine difficilmente raggiungibili grazie ad una sorta di pacemaker che permette di nuotare al triplo della loro velocità attuale

di Marco Rubino 28 Luglio 2020 10:54

Dalla scienza arrivano le cyber meduse con il compito di vigilare sui mari e sostituire i robot subacquei. Le università di Stanford e Caltech, infatti, sono riuscite a mettere a punto un dispositivo da impiantare nelle meduse, aumentandone la velocità ma senza sottoporle a ulteriore stress.

https://www.youtube.com/watch?v=pH5CVb7yjFw

UN "PACEMAKER" PER LE MEDUSE


Il dispositivo ha la stessa funzione di un pacemaker e attraverso impulsi elettrici permette la regolazione del moto propulsivo delle meduse, facendole agire con una efficienza mille volte maggiore rispetto agli apparecchi attualmente utilizzati per il monitoraggio dei mari. Le contrazioni rapide utilizzate dalle meduse per muoversi procedono a circa 2 centimetri al secondo, ma grazie al dispositivo microelettronico che viene attaccato al loro corpo, la loro velocità aumenta fino a 6 cm.

TRE VOLTE PIÙ VELOCE


Inoltre, il tipo di movimento delle meduse risulta particolarmente efficiente, in quanto al triplicare della velocità permessa dal nuovo dispositivo, il consumo di ossigeno raddoppia soltanto.

https://www.youtube.com/watch?v=rIbYlF4_MeQ&feature=youtu.be

MEDUSE ALLA SCOPERTA DELLE PROFONDITÀ


Le creature bioniche possono essere impiegate per scandagliare i mari col fine di misurarne l'acidità, i livelli di ossigeno e la temperatura. Grazie all'incremento della velocità possono esplorare profondità di difficile accesso, mentre non sono condizionate eccessivamente dalle correnti marine. "Solo il 5-10 per cento del volume dell'oceano è stato esplorato, quindi vogliamo approfittare del fatto che le meduse siano già ovunque per fare un salto maggiore rispetto alle misurazioni basate sulle navi, limitate in numero a causa del loro costo elevato", spiega John Dabiri, professore di Aeronautica e Ingegneria meccanica di Caltech.

CREARE UNA RETE OCEANICA GLOBALE


Allo stato attuale, la protesi può dirigere le meduse solo all'inizio del nuoto, controllandone il ritmo, mentre la direzione è decisa dallo stesso animale planctonico. Il passo successivo sarà quello di sviluppare un sistema che guidi le meduse in specifiche direzioni e che permetta loro di rispondere ai segnali dei sensori di bordo. Gli scienziati sperano di sviluppare controlli elettronici ancora più piccoli che potrebbero essere completamente incorporati nel tessuto della medusa, rendendole protesi permanenti ma non visibili.

COME RILEVARE LA TEMPERATURA


"Riuscire a trovare un modo per dirigere queste meduse e anche a dotarle di sensori per tracciare elementi come la temperatura dell'oceano, la salinità, i livelli di ossigeno e così via, permette la creazione di una rete oceanica veramente globale, dove ogni robot medusa costa qualche dollaro per fornirla di strumenti e si alimenta con l'energia delle prede già presenti nell'oceano", aggiunge il professor Dabiri che ha condotto la ricerca.
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