Ambiente e investimenti

La triplice sfida per riciclare le batterie dei veicoli elettrici

Le batterie per i veicoli elettrici richiedono una soluzione per il loro riciclaggio o l’eventuale rigenerazione. Candriam da più di 20 anni applica la ricerca ESG nella valutazione di oltre 1600 titoli anche per individuare le società più avanzate nel settore

di Leo Campagna 27 Luglio 2020 - 8:29
financialounge - news
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L’Agenzia internazionale dell’energia prevede che nel 2030 saranno in circolazione 38,5 milioni di veicoli full-electric e che milioni di tonnellate di batterie di veicoli elettrici (VE) giungeranno al termine della loro vita utile. Per queste batterie bisognerà trovare una soluzione per il loro riciclaggio o l’eventuale rigenerazione. “A questo proposito il settore automotive ha di fronte una triplice sfida: un tecnologia standardizzata, rendere economicamente sostenibile il riciclaggio e creare un quadro legislativo e normativo favorevole”, fanno sapere gli esperti di Candriam.


RENDERE ECONOMICO E SOSTENIBILE IL RICICLAGGIO DELLE BATTERIE


La tecnologia agli ioni di litio si è imposta presso la maggior parte dei produttori di auto elettriche, ma attualmente non esiste nessuno standard di progettazione per queste batterie, cosa che ne agevolerebbe il riciclaggio che, al momento, prevede modalità differenti con costi che spesso superano il valore di mercato dei metalli recuperati. Rendere economicamente sostenibile il riciclaggio delle batterie è il modo migliore per garantire che le aziende del settore automotive si decidano a farlo.


COSA DICE LO STUDIO SVEDESE


Uno studio condotto di recente in Svezia ha rivelato che nel 2030 il riciclaggio delle batterie dei VE in Europa potrebbe permettere il recupero di nichel, cobalto, alluminio e litio per un importo stimato tra i 400 e i 550 milioni di euro e toccare i 2 miliardi di euro nel 2040. Infine un quadro legislativo e normativo favorevole spingerebbe i costruttori, indipendentemente dalla redditività generata dal riciclaggio delle batterie, a tenere conto di questo aspetto dalla fase di progettazione dei veicoli fino al loro fine vita e al riciclaggio.


LE RISPOSTE ATTUALI ALLE TRE SFIDE


Negli ultimi anni diverse case automobilistiche (Renault, BMW, Daimler) hanno annunciato di aver intrapreso delle iniziative volte a farsi carico delle batterie dei VE giunte a fine vita, in genere attraverso il riuso. Tuttavia, sommando i volumi delle società specializzate Umicore in Belgio, Batrec in Svizzera, Euro Dieuze in Francia e G&P Batteries nel Regno Unito, le capacità di riciclo restano ben al di sotto di quelle necessarie per il 2030, pur considerando solo i veicoli venduti in Europa entro il 2020 e che presumibilmente giungeranno a fine vita nel 2030.


L’EQUIPE DI RICERCA ESG DI CANDRIAM


Se non saranno riciclate, queste batterie finiranno per essere incenerite o in fondo a una discarica, e stiamo parlando di altri milioni di tonnellate di minerali. Uno di questi, il cobalto, oltre all’innegabile impatto sull’ambiente dovuto alla sua estrazione e al trattamento, comporta delle problematiche legate al rispetto dei diritti umani. Il fattore ambientale costituisce un elemento estremamente tangibile dell’analisi extra-finanziaria del settore, ma non può essere l’unico aspetto da valutare: i pilastri Social e Governance sono altrettanto importanti nella valutazione di un titolo in vista della sua integrazione in un portafoglio sostenibile. “È proprio questo lavoro, frutto di una metodologia esclusiva e attuata con successo da più di 20 anni, che i quindici analisti dell’équipe di Ricerca ESG di Candriam applicano nel quotidiano alla valutazione extra-finanziaria dei 1600 titoli di cui ci occupiamo”, concludono i professionisti di Candriam.
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